Il caso

Amianto nella metropolitana milanese, a ottobre la sentenza del processo d'Appello

Sul banco degli imputati l'ex manager di Atm Elio Gambini (assolto in primo grado), accusato di omicidio colposo per la morte di sei dipendenti per malattie correlate all'esposizione.

Amianto nella metropolitana milanese, a ottobre la sentenza del processo d'Appello
Attualità Martesana, 11 Settembre 2021 ore 09:53

E' stata fissata al 21 ottobre 2021 la sentenza del processo d'Appello per l'amianto nella metropolitana milanese. L'accusa è omicidio colposo per la morte avvenuta tra il 2009 e il 2015 di sei dipendenti, a causa di mesotelioma e altre malattie correlate all'esposizione alle fibre dell'absesto. Sul banco degli imputati l'ex manager di Atm Elio Gambini.

Per l'accusa ci fu imprudenza e imperizia

Secondo il pubblico ministero Maurizio Ascione, che ha chiesto la condanna dell'imputato, vi furono negligenza, imprudenza, imperizia e violazione delle regole cautelari. All'epoca dei fatti era acclarato che l'esposizione all'amianto era molto pericolosa. Tuttavia Atm non avrebbe fornito né informazioni sul rischio, né autorizzato l'uso di dispositivi di protezione individuale e collettiva. Anzi, sarebbe arrivata a negare addirittura la presenza del minerale.

Si è costituito parte civile nel processo anche l'Osservatorio nazionale amianto.

"Auspichiamo che la Corte di Appello, renda giustizia a coloro che hanno lavorato nella metropolitana milanese e che purtroppo hanno perso la vita per l’esposizione alla fibra killer - ha commentato Ezio Bonanni, presidente Ona e legale dei familiari di alcune vittime -  In caso di eventuale conferma dell'assoluzione, procederemo in sede civile dove chiederemo il risarcimento del danno, oltre all'indennizzo Inail già riconosciuto”.

ezio bonanni osservatorio amianto

In primo grado Gambini era stato infatti assolto. Il giudice non aveva ritenuto che fosse dimostrata la responsabilità penale dell'imputato relativamente all'inalazione delle fibre da parte dei dipendenti.

Secondo Bonanni invece, si sarebbero potute evitare invece l’esposizione, la lesione alla salute e le tragiche conseguenze che si sono verificate, utilizzando materiali sostitutivi, o anche mettendo a conoscenza i dipendenti del rischio amianto e dotandoli di maschere protettive e di altri presidi.

Nella prossima udienza del 21 ottobre 2021 sono previste le conclusioni, l'arringa della difesa e la sentenza.