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Adolescenti di Cernusco sul Naviglio pellegrini di pace in tempo di guerra

Viaggio in Albania e Bosnia Erzegovina per ottantacinque ragazzi dell'oratorio Sacer sulle orme del beato don Carlo Gnocchi

Adolescenti di Cernusco sul Naviglio pellegrini di pace in tempo di guerra

«Col cuore di pace in tempo di guerra». E’ questo il tema del pellegrinaggio che ottantacinque teenager dell’oratorio Sacer di Cernusco sul Naviglio, da poco intitolato al beato don Carlo Gnocchi, stanno effettuando a Scutari, in Albania e poi a Mostar e a Medjugorie in Bosnia Erzegovina.

Sulle orme del beato Don Carlo Gnocchi

Un’esperienza per ripercorrere le strade battute da don Carlo, di cui quest’anno ricorrono i cento anni della sua presenza da sacerdote in città. I pellegrini sono partiti in pullman venerdì 26 dicembre 2025 e sono ora nel cuore della loro esperienza. Torneranno martedì 30 dicembre.

Così don Andrea Citterio, responsabile della pastorale giovanile:

Quando scoppiò la Seconda guerra mondiale i ragazzi dell’istituto Gonzaga di cui don Carlo era insegnante furono chiamati alle armi

Lui volle seguirli, perché diceva che voleva che anche in un contesto di guerra mantenessero un cuore di pace.

La scelta dell’Albania e della Bosnia

Ancora don Andrea:

Scutari è una città molto significativa per la pace. Quando scoppiò la guerra in Kosovo quarantamila profughi furono accolti qui in quello che oggi è appunto chiamato Villaggio della pace

Ad accogliere i cernuschesi al loro arrivo c’era l’arcivescovo locale, don Giovanni Peragine, che ha parenti a Pioltello e che ha organizzato le tappe del soggiorno.

Sulla via del ritorno la comitiva farà tappa a Mostar, una città simbolo, con il suo ponte, della guerra che infuriò nei Balcani negli anni Novanta e quindi nella vicina Medjugorie, la città delle apparizioni e dove la Madonna è venerata con il titolo di Regina della pace.

Un “fratello” da portare con sé

Il pellegrinaggio ha ottenuto un finanziamento da parte della Fondazione Bcc Milano. C’è poi un aspetto internazionale del viaggio: grazie ai contatti di persone presenti in città, tra cui le suore missionarie messicane (che partecipano all’esperienza), ogni ragazzo ha ricevuto una lettera di un suo coetaneo che vive in un’altra città del mondo.

Il giovane pellegrino cernuschese la porterà con sé, come a creare un legame spirituale di pace che unisce le tessere della terra.