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Lutto

Addio all'ultimo partigiano di Gorgonzola: si è spento Giuseppe Mosca, raccontava la Resistenza

Aveva fatto parte della 104esima Brigata. Era stato protagonista della cattura e della custodia del segretario del partito fascista Farinacci nel 1945.

Addio all'ultimo partigiano di Gorgonzola: si è spento Giuseppe Mosca, raccontava la Resistenza
Attualità Martesana, 04 Gennaio 2022 ore 09:51

Anche l'ultimo partigiano di Gorgonzola ha esalato l'ultimo respiro. Si è spento Giuseppe Mosca,  testimone della Resistenza nella Martesana, ma anche in Brianza e nel Lecchese.

Addio all'ultimo partigiano

Si è spento a novantacinque anni l'ultimo testimone gorgonzolese della lotta contro i Fascisti. Nel 2016 aveva ricevuto dalle mani del presidente della sezione Anpi cittadina la Medaglia della Liberazione tributata dal prefetto su indicazione del Ministero della difesa, nell'anniversario dei 70 anni dal 25 Aprile 1945.

Mosca, "Peppino" come lo chiamavano nella 104esima brigata, era venuto a contatto con la Resistenza in maniera casuale. Lui stesso era solito raccontare quel primo incontro avvenuto negli anni Quaranta, quando ancora non abitava a Gorgonzola, ma vi lavorava.

Una domenica, insieme a un collega, andammo a Calco in bicicletta per trovare un suo amico, un uomo che aiutava i partigiani. Ne rimasi colpito e il giorno dopo, da solo, tornai per dirgli che volevo andare con loro.

Aveva raccontato.

Partecipò alla cattura di Farinacci

Da quel giorno il suo impegno nella lotta di Resistenza fu costante. Nei primi tempi era tenuto d'occhio, "pensavano che potessi essere una spia fascista ed erano pronti a uccidermi se avessero scoperto che ero un traditore sotto mentite spoglie - aveva raccontato - Per questo non partecipai alla rapina della Banca di Biassono che fu organizzata per recuperare denaro utile alla brigata".

La sua attività di partigiano si svolse prevalentemente tra Monasterolo, Valcava e Milano, dove si occupava di disarmi e dove rimase sino al 25 Aprile. Ma il ricordo cui è più legato avvenne due giorni dopo la Liberazione.

Ci trovavamo a Rovagnate, in provincia di Lecco, quando passò una colonna di una quarantina di camion in ritirata. Avevamo poche munizioni, così sparammo agli ultimi tre. Erano i fascisti che scappavano. E tra di loro c'era anche il segretario del partito Roberto Farinacci, catturato poche ore più tardi mentre cercava di fuggire in auto. Quella sera fui incaricato di sorvegliarlo. Mi diceva che era uno importante e che non lo avrebbero ucciso, ma io gli risposi che il suo destino era segnato. Poi mi addormentai e la mattina seguente non c'era più.

Quello stesso giorno era stato portato a Vimercate dove successivamente fu giustiziato.

Premiato dalla sua città adottiva

A Gorgonzola Mosca vi si trasferì soltanto nel 1949, a Guerra finita, ma la città la frequentava da tanto tempo. Infatti lavorava come operaio presso la Aldo Bona, storica impresa gorgonzolese che fabbricava macchine calcolatrici.

Nel 2016 il Consiglio comunale di Gorgonzola volle premiarlo pubblicamente quale testimone della Resistenza in Martesana.

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