lutto

Addio al dottor Giampiero Zucchella, il cardiologo dal cuore d’oro che ha fondato l’Unità coronarica a Vizzolo Predabissi

Per decenni ha lavorato a Cassano d'Adda perima all'ospedale, poi come medico di base e infine come direttore sanitario della Rsa. Aveva 90 anni

Addio al dottor Giampiero Zucchella, il cardiologo dal cuore d’oro che ha fondato l’Unità coronarica a Vizzolo Predabissi

Nella sua carriera ha curato migliaia di pazienti. Era uno specialista del cuore e il suo era davvero d’oro. E’ venuto a mancare il dottor Giampiero Zucchella, di Cassano d’Adda, che il 15 luglio avrebbe compiuto 91 anni, figura storica della medicina locale, che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento insostituibile per la comunità.

Dall’ospedale di Cassano a Vizzolo

Il suo nome, legato indissolubilmente alla salute dei cassanesi, viene oggi ricordato con immenso affetto da ex pazienti e colleghi, che ne sottolineano la professionalità e la profonda umanità.

La sua carriera iniziò nel 1967, quando entrò a far parte dell’ospedale di Cassano, lavorando nel reparto di Medicina generale. Otto anni più tardi, nel 1975, si trasferì all’ospedale di Vizzolo Predabissi di Melegnano.

In quella sede, insieme al collega Giuliano Colombo, si distinse per un’impresa ambiziosa e di grande valore scientifico: la fondazione del reparto di Cardiologia e dell’Unità coronarica. Il successo di questo progetto fu tale da valere ai due medici il prestigioso riconoscimento di una Medaglia d’oro, un’onorificenza resa nota solo recentemente, a testimonianza del carattere schivo e riservato di Zucchella, sempre in mezzo alle persone e lontano dai riflettori.

Il ritorno a Cassano

Negli anni Ottanta, pur mantenendo il suo impegno a Melegnano, il dottore decise di tornare a servire la sua comunità, assumendo il ruolo di medico di Medicina generale a Cassano.

Un incarico che ha ricoperto con dedizione assoluta fino al 2005, anno del suo settantesimo compleanno e del suo pensionamento dall’attività di base.

Il suo impegno per la salute pubblica, tuttavia, non si esaurì con la pensione: in quegli stessi anni, infatti, aveva iniziato a collaborare con la casa di riposo, diventandone direttore sanitario, un ruolo che ha mantenuto fino al 2015, quando appese definitivamente il camice al chiodo.

Ma il legame con la sua vocazione era troppo forte per spezzarsi del tutto. Anche dopo il ritiro, seppur occasionalmente, Zucchella continuava a rendersi disponibile per consulenze e suggerimenti ai colleghi. La sua esperienza si è rivelata preziosa soprattutto per alleviare le lunghe attese per le visite specialistiche, offrendo così un ulteriore e fattivo contributo al benessere dei pazienti.

La famiglia, un tesoro prezioso

Lascia la moglie Milena e le due figlie, Irene e Sara, con le loro famiglie. A raccogliere l’eredità del nonno è stata una dei suoi cinque nipoti, che ha intrapreso la carriera di medico.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione. La sua eredità rimane impressa nella memoria di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di essere curati da lui, ricordato non solo come un medico eccellente, ma come un uomo di grande cuore e inestimabile valore umano.

L’ultimo saluto alla Casa del commiato si è svolto martedì 16 giugno 2026 a Treviglio, dove si era trasferito da ottobre e dove abita una delle figlie.