LUTTO

Addio ad Aldo Stucchi, storica memoria partigiana e colonna della sinistra

Il cordoglio della sezione Anpi 7 Martiri Partigianie il ricordo di chi l’ha conosciuto. Aveva 84 anni

Addio ad Aldo Stucchi, storica memoria partigiana e colonna della sinistra

La comunità pessanese piange la scomparsa di Aldo Stucchi, venuto a mancare lunedì, 6 luglio 2026, all’età di 84 anni. Con la sua morte, il paese perde non solo un cittadino stimato, ma una figura storica della politica locale e dell’impegno civile, un uomo che ha incarnato con coerenza e passione i valori della sinistra e dell’antifascismo.

Il ritratto di Aldo Stucchi

Riconoscibile da lontano, con l’immancabile baschetto in testa, gli occhiali e l’inseparabile sigaro, Stucchi era una presenza fissa nei luoghi del confronto democratico. Se si voleva incrociarlo per una discussione o per un commento sulla vita amministrativa e politica del territorio, le tappe erano obbligate: la Latteria a Bornago o il bar Pirovano a Pessano. Luoghi di socialità in cui Aldo portava la sua forte personalità.

La sezione Anpi 7 Martiri Partigiani ha espresso profondo cordoglio per la sua perdita, ricordandolo come un pilastro dell’associazione. Per moltissimi anni membro del direttivo, Stucchi è stato un motore instancabile di iniziative volte a mantenere viva la memoria della lotta partigiana tra i suoi concittadini.

Uomo di poche parole ma di tanti fatti. Aldo ha dato vita a lotte importanti per fare memoria dei valori dell’antifascismo nella nostra comunità. Difficilmente accettava compromessi nell’impegno sociale e politico, e anche nella malattia ha lottato fino a che ha potuto, con coraggio e generosità. Ci resta il suo esempio, unito al ricordo di un amico sensibile e di grande umanità

si legge nella nota firmata dalla sezione locale.

Il ricordo di chi l’ha conosciuto

A tracciarne un ritratto più intimo e personale è il consigliere comunale Filippo Fondrini, che lo conobbe circa quindici anni fa, muovendo i primi passi nella politica locale:

Era uno dei vecchi della politica del paese, un uomo radicalmente di sinistra e poco incline al compromesso. Coriaceo, intransigente, con la voce dura resa ancora più marcata dal dialetto. Eppure, davanti a una battuta o a un momento di commozione, allargava gli occhi e mostrava un sorriso inaspettato, che lasciava intuire il suo lato amabile

ha ricordato.

Fondrini ne ricorda anche l’ironia e la profonda coerenza, persino nel suo noto e radicale anticlericalismo, mitigato solo dall’affetto per il nipote don Michele:

Gli dissi una volta che sarebbe andato in paradiso grazie alle preghiere delle sorelle. Rise, ribadendo che dei preti non si fidava, eccetto suo nipote perché era una brava persona. Nelle elezioni in cui mi sono candidato, Aldo c’è sempre stato, spendendosi per sostenermi. Non ne inventeranno un altro uguale