Intervista a Gianni Motta, leggenda della bici che 60 anni fa vinse il Giro. Quest’anno la Corsa rosa partirà da Cassano d’Adda in suo onore.
Per lui il ciclismo dei suoi tempi era diverso… e migliore
“C’è sempre da far fatica”. E’ iniziata con questa frase l’intervista al campione Gianni Motta: la sua filosofia del ciclismo incarna infatti determinazione, impegno, dedizione e sacrificio per ottenere risultati.
Tra i ciclisti più grandi che ha conosciuto ci sono Fausto Coppi ed Eddy Merckx, ma anche Alfredo Binda e Gino Bartali.
Per il cassanese oggi vale la pena tifare per Tadej Pogacar. Gianni Motta, 82 anni, ex ciclista vincitore del Giro d’Italia nel 1966, si prepara ad accogliere l’arrivo della Corsa rosa a maggio nella sua città.
In un’intervista alla Gazzetta dell’Adda si è raccontato a cuore aperto, ricordando le tante avventure vissute in sella alla sua bicicletta e regalando aneddoti e previsioni sul movimento ciclistico di oggi. E non sono mancate considerazioni di “viabilità quotidiana” sui pericoli della strada.
C’è una non cultura in Italia: i corridori stanno sulle scatole a chi guida
ha spiegato.
La presentazione della tappa del Giro d’Italia del 27 maggio si terrà il 13 marzo, giorno in cui Motta è nato, al Castello Visconteo alle 21.
Il servizio completo nell’edizione della Gazzetta dell’Adda in edicola e nell’edizione sfogliabile online per smartphone, tablet e Pc da sabato 14 febbraio 2026.
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