l'appello

A scuola in bicicletta, PedalaMartesana scrive alla preside: “Aprite i cancelli”

A Cernusco sul Naviglio i furti sono sempre più frequenti e le principali vittime sono gli studenti che dal Covid non possono ricoverare il loro mezzo all'interno del perimetro scolastico

A scuola in bicicletta, PedalaMartesana scrive alla preside: “Aprite i cancelli”
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Il tema della mobilità sostenibile torna al centro del dibattito di Cernusco sul Naviglio, anche sulla scorta del clamoroso furto di bici avvenuto giovedì 29 ottobre 2026 durante i lavori del Consiglio comunale.

Una lettera alla preside

L’associazione PedalaMartesana ha inviato una lettera aperta alla preside Roberta Spinazzi, chiedendo alle istituzioni scolastiche cittadine di ripensare il divieto di ingresso e parcheggio delle biciclette all’interno dei plessi. L’obiettivo è mettere gli studenti nelle condizioni di poter scegliere la bicicletta per andare a scuola, senza il timore di non trovarla più al termine delle lezioni. Così il presidente Ozzir Rizzo nella missiva:

Mentre a livello nazionale e locale si moltiplicano le iniziative per incentivare la mobilità sostenibile, i percorsi casa-scuola e i progetti di Bike to School, a Cernusco ci troviamo ancora di fronte a una situazione che riteniamo profondamente contraddittoria. Agli studenti viene negata la possibilità di entrare a scuola con la propria bicicletta e di parcheggiarla all’interno del complesso scolastico

PedalaMartesana ritiene che questo approccio debba essere superato.

Utilizzare la bicicletta per raggiungere la scuola rappresenta una scelta di mobilità sostenibile, salutare e responsabile. Significa ridurre il traffico negli orari di ingresso e uscita, diminuire l’impatto ambientale e, soprattutto, educare le nuove generazioni a una mobilità più consapevole. Ma affinché uno studente possa scegliere realmente la bicicletta, deve anche essere messo nelle condizioni di poterla lasciare in un luogo sicuro. Per una famiglia acquistare una nuova bicicletta dopo un furto può rappresentare una spesa importante e, per molti ragazzi, la perdita del mezzo significa semplicemente non poter più utilizzare la bicicletta per andare a scuola.

“Occorre trovare una soluzione”

Rizzo ha aggiunto che è possibile trovare una soluzione organizzativa che permetta di conciliare eventuali problematiche sollevate dall’istituto (che devono essere affrontate specificamente) con le esigenze dei ragazzi. E laddove ci si richiama a questioni di sicurezza, il presidente di PedalaMartesana ribatte che la sicurezza non deve diventare sinonimo di divieto. le sue parole:

La sicurezza deve essere un criterio di progettazione e organizzazione, non un alibi per non cercare soluzioni. La scuola dovrebbe accogliere, non respingere: essa ha una funzione educativa

Per l’associazione, per trovare la soluzione più opportuna possono anche essere coinvolti tecnici ed esperti di mobilità ciclistica. Anche PedalaMartesana è disponibile a collaborare alla ricerca di soluzioni.

Poche settimane fa in Consiglio comunale era stata discussa un’interrogazione sul tema delle biciclette degli studenti all’interno della scuola. L’allora assessore alla Mobilità sostenibile Giacomo Cavalletti si era detto più che favorevole all’idea. Successivamente, però, sembra che si siano incontrate alcune resistenze da parte dell’istituzione scolastica. Di qui la lettera aperta di PedalaMartesana.

Ha concluso Rizzo, che ha citato anche il caso di istituti dotati di un piano per la mobilità scolastica:

Deve essere chiaro che non ci sono normative che vietano l’ingresso delle biciclette nella scuola. Anche perché altrimenti dovrebbe valere anche per i mezzi del personale

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