Epifanio Li Puma, sindacalista e capolega dei mezzadri e dei braccianti senza terra della Sicilia, stava arando un pezzo di terra con due dei suoi figli quando è stato assassinato dalla mafia il 2 marzo del 1948. La storia di Epifanio, pacifista convinto nella lotta per il riconoscimento dei diritti dei contadini siciliani, oppressi dalle ingiustizie dei baroni e dei proprietari terrieri, è stata al centro degli incontri con l’associazione Libera avvenuti giovedì 12 e martedì 17 febbraio 2026 presso la scuola secondaria di I grado Rita Levi Montalcini di Gorgonzola, incontri che hanno coinvolto le classi seconde dell’istituto.
La storia di Epifanio Li Puma
Questa storia di coraggio e di integrità morale, rivolta al bene comune, è stata raccontata da Grazia Li Puma, nipote di Epifanio, insegnante elementare dell’istituto, che ha condiviso l’importante testimonianza civile e umana con il giornalista di Libera Lorenzo Frigerio. Durante gli incontri, il giornalista ha spiegato ai ragazzi la modalità e gli scopi dell’azione di Libera nella lotta contro l’illegalità e nel mantenere viva la memoria delle vittime di mafia, alle quali ogni anno è dedicata la giornata del 21 marzo.
Il progetto sulla legalità
L’incontro tra la scuola e l’associazione Libera si è inserito nel progetto sulla legalità che le classi seconde hanno affrontato e che ha previsto la lettura e l’analisi del libro “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, narrazione sulla vita del giudice Giovanni Falcone.
La comunità scolastica, alla presenza della dirigente Carmela Valenti e dei docenti, ha condiviso un significativo momento di impegno civile, sensibilizzando gli studenti ai valori di giustizia, democrazia e partecipazione attiva alla vita civile