rischio idrogeologico

Vasca del Molgora, Potere al Popolo: “Non è una vittoria, è una sconfitta politica e culturale”

Il movimento politico critica il progetto approvato che interessa Bussero, Pessano con Bornago e Gorgonzola: "Il dibattito si è concentrato solo sulla collina"

Vasca del Molgora, Potere al Popolo: “Non è una vittoria, è una sconfitta politica e culturale”

La pubblicazione del progetto della vasca di laminazione del Molgora sulla piattaforma regionale “Silvia”  ha riaperto il dibattito sul futuro del territorio della Martesana.

Dopo il via libera della Regione, che ha dato il via alla fase procedurale con 60 giorni per le osservazioni e 90 per la valutazione di impatto ambientale, è Potere al Popolo Martesana a prendere posizione con un comunicato di netta critica.

Il progetto, curato dal Consorzio Villoresi per un valore di 36,5 milioni di euro, interessa i territori di Bussero, Gorgonzola e Pessano con Bornago. Dopo oltre un anno e mezzo di trattative, i sindaci dei tre Comuni hanno ottenuto un ridimensionamento importante: la collina di terra di scavo, inizialmente prevista a 25 metri, è stata abbassata a un massimo di 8 metri . Un risultato che il movimento riconosce, ma che non basta a placare le preoccupazioni.

Le cifre del progetto

Nel comunicato, Potere al Popolo Martesana elenca i dati dell’opera che, secondo il movimento, rischiano di passare in secondo piano:

  • Impronta complessiva: 42 ettari (dai 54,5 del progetto 2019), l’equivalente di quasi 59 campi da calcio.

  • Sola area di laminazione: circa 27 ettari (quasi 38 campi da calcio).

  • Capacità di invaso: oltre 1 milione di metri cubi d’acqua.

  • Trasformazione del suolo: scavi, rinterri e arginature su territorio agricolo e a verde.

  • Compensazioni: salvaguardati ed estesi 1,8 ettari di bosco, con previsione di rinaturalizzazione, piantumazioni e percorsi ciclopedonali sulla collinetta.

Questa l’accusa del gruppo in una nota perentoria:

Il dibattito, per mesi, si è concentrato quasi solo sull’altezza della collina, spostando l’attenzione dal problema reale

Intanto si è parlato poco del resto dell’opera

Le domande aperte

Il movimento politico, che in passato aveva già proposto soluzioni alternative come infrastrutture verdi, tetti verdi e giardini di pioggia , ora punta il dito sulle criticità future.

La domanda che resta aperta è un’altra: quali saranno le conseguenze reali e a lungo termine per il territorio della Martesana

Le questioni sollevate sono molteplici e concrete:

  • Quanto suolo verrà effettivamente trasformato?

  • Quali alberature e habitat andranno persi durante i lavori?

  • Come verrà gestita la manutenzione ordinaria e straordinaria (acque, vegetazione, argini, ristagni, zanzare)?

  • Chi pagherà questi costi tra 5, 10, 20 anni?

  • Le compensazioni: quanto arriverà concretamente ai tre Comuni e per quali opere?

Il monito finale

Il movimento ammette la necessità di intervenire, ma contesta la soluzione:

La sicurezza idraulica del Molgora è necessaria. Non lo neghiamo. “Ma sicurezza e tutela del territorio devono procedere insieme

La collina è scesa. L’opera resta. Da oggi la responsabilità è vigilare su tutto ciò che verrà realizzato, sulle mitigazioni promesse e sugli effetti futuri sul nostro territorio. Non è una vittoria. È una sconfitta politica e culturale

Ciò che si contesta è il pesante intervento sull’ambiente:

Sicurezza idraulica sì. Trasformazione del territorio senza controlli no. Ora vigileremo

Un messaggio che anticipa l’intenzione di seguire da vicino le prossime fasi dell’iter, a partire dalla finestra di 60 giorni per le osservazioni ufficiali che gli enti locali hanno ora a disposizione