A partire dal 2 settembre 2026, forti colpi da arma da fuoco hanno svegliato all’alba i residenti tra Camporicco a Cassina de Pecchi. Non si tratta solo della preapertura della caccia ordinaria per i corvidi, ma del più ampio “Piano di Controllo Regionale del Piccione Domestico e dei Corvidi 2025–2029” per la tutela delle colture e della salute pubblica.
Le regole del contenimento secondo il Piano di controllo 2025-2029
A differenza della caccia tradizionale, i piani di contenimento non seguono i medesimi vincoli temporali. Le operazioni, condotte da operatori abilitati sotto il coordinamento della Polizia Provinciale, mirano all’abbattimento di piccioni e cornacchie anche a ridosso dei centri abitati. L’obiettivo regionale è di eliminare 220 mila esemplari all’anno; nella sola Città Metropolitana di Milano, la scorsa stagione ne sono stati abbattuti circa 60 mila.
I cittadini lamentano tuttavia un approccio sbrigativo, cruento, senza avvisi e pericoloso per gli animali domestici e chi si trova a passare vicino alle zone interessate. Un fenomeno neppure isolato dato che già da metà agosto episodi analoghi avevano sollevato accese proteste a Pioltello, nella zona di via Primo Maggio.
Di fronte agli spari vicino alle case, residenti e ambientalisti chiedono di superare l’uso delle armi. Le alternative, esistono e arrivano proprio da altre zone della Lombardia, come il Comune di Bergamo, che dal 2023 ha scelto la strada della sterilizzazione incruenta per contenere la popolazione dei piccioni. Un sistema etico che riduce le nascite senza impatto acustico né rischi per la popolazione.