Riconoscimento

Premiato dall’ONU Forestami: è World Restoration Flagship per il ripristino degli ecosistemi

Alla COP17 sulla biodiversità di Yerevan il progetto di forestazione urbana della Città metropolitana di Milano è l’unico europeo tra i premiati del 2026, accanto a iniziative di Cina, Colombia, Etiopia e Stati Uniti

Premiato dall’ONU Forestami: è World Restoration Flagship per il ripristino degli ecosistemi
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Forestami, il progetto di forestazione urbana della Città metropolitana di Milano, è stato premiato dalle Nazioni Unite come World Restoration Flagship, il riconoscimento riservato ai progetti di riferimento internazionale per il ripristino degli ecosistemi. L’annuncio è arrivato oggi, 29 ottobre 2026, a Yerevan, in Armenia, durante la COP17, la Conferenza ONU sulla biodiversità. Forestami è l’unico progetto europeo tra i premiati di quest’anno, insieme a iniziative attive in Cina, Colombia, Etiopia e Stati Uniti, e porta l’Italia tra i Paesi riconosciuti per il contributo alla rigenerazione degli ecosistemi in ambito urbano e metropolitano.

Forestami premiato dall’ONU

Avviato nel 2018 sulla base di una ricerca del Politecnico di Milano, Forestami punta a riportare la natura in città, aumentando il numero di alberi e restituendo spazio agli ecosistemi in un territorio fortemente urbanizzato. Nell’area metropolitana milanese, infatti, la densità del costruito si somma alle criticità ambientali tipiche della Pianura Padana.

Tre milioni di alberi entro il 2030

L’obiettivo fissato al 2030 è contribuire ad aumentare del 5% la copertura arborea (tree canopy cover) della Città metropolitana di Milano, mettendo a dimora tre milioni di alberi, circa uno per abitante, e riqualificando 255 ettari di aree urbane. Gli interventi riguardano spazi molto diversi tra loro, dalle aree dismesse agli ambiti urbani da restituire alla natura, con l’intento di ridare valore ecologico e nuove possibilità di fruizione a luoghi oggi considerati “grigi”.

Perché la natura in città conta

Il verde urbano aiuta a mitigare le temperature e a contrastare l’effetto isola di calore, migliora la qualità dell’aria, favorisce la biodiversità e rappresenta un alleato contro gli eventi meteorologici sempre più improvvisi e violenti legati al cambiamento climatico. Ripristinare gli ecosistemi significa quindi investire sulla vivibilità degli spazi pubblici e sul benessere delle comunità.

Boeri: “Una trasformazione possibile solo con una visione condivisa”

“Quando abbiamo iniziato a immaginare il progetto, ci siamo chiesti innanzitutto quanta CO₂ avrebbero potuto assorbire tre milioni di nuovi alberi nella nostra area metropolitana – ha dichiarato l’architetto Stefano Boeri, ideatore e fondatore di Forestami – Siamo partiti con le nostre forze, per poi cercare di coinvolgere tutti coloro che avrebbero potuto condividere questa missione. Forestami nasce dall’idea di riportare la natura in città. Per farlo è necessario un approccio territoriale, in cui alberi e vegetazione diventino parte integrante delle infrastrutture urbane, contribuendo a ridisegnare strade, spazi pubblici e quartieri”.

Secondo Boeri, una trasformazione di questa portata richiede la collaborazione di molti soggetti:

Forestami mette in rete istituzioni, Comuni, comunità locali, imprese e team multidisciplinari, che lavorano in diversi ambiti di competenza verso un obiettivo comune. Il riconoscimento dell’ONU tra i World Restoration Flagship testimonia l’impegno collettivo nel ripensare il rapporto tra città e natura e nel rendere il ripristino degli ecosistemi una componente integrante del modo in cui pianifichiamo e trasformiamo il territorio metropolitano.

La consegna a Yerevan

A ritirare il riconoscimento alla COP17 sono stati Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica di Forestami e docente del Politecnico di Milano, e l’Ambasciatore d’Italia in Armenia Alessandro Ferranti, in rappresentanza del governo italiano.

“Questo riconoscimento dà visibilità a un lavoro che parte da una domanda concreta: come rendere le nostre città più capaci di accogliere e sostenere la natura?”, ha spiegato Pastore. “Il ripristino degli ecosistemi richiede una visione d’insieme, capace di valorizzare le caratteristiche ecologiche dei territori, tutelare la biodiversità e rafforzare le connessioni tra gli ambienti naturali. Con Forestami lavoriamo anche per diffondere una nuova cultura della natura in città, affinché sia riconosciuta come una componente fondamentale della progettazione e trasformazione delle metropoli moderne. Ricevere questo riconoscimento alla COP17 è un’opportunità per condividere la nostra esperienza e confrontarci a livello internazionale sulle sfide ambientali che ci attendono”.

L’Ambasciatore Ferranti si è detto onorato di ricevere il premio a nome dell’Italia e si è congratulato con Politecnico di Milano, Comune di Milano, Città metropolitana di Milano, Regione Lombardia e con tutti gli enti, le istituzioni, le imprese, le associazioni e i cittadini che hanno contribuito al progetto. Nel ringraziare UNEP e FAO, ha ribadito l’impegno dell’Italia nel promuovere il ripristino degli ecosistemi come pilastro per la tutela della biodiversità, l’azione per il clima e la costruzione di un futuro sostenibile.

Educazione e sensibilizzazione

Oltre agli interventi sul territorio, Forestami porta avanti attività di sensibilizzazione ed educazione rivolte ad adulti e scuole, per far conoscere il valore degli ecosistemi urbani e rendere la cura della natura parte della vita quotidiana dei cittadini.

Cosa sono i World Restoration Flagship

I World Restoration Flagship sono promossi nell’ambito del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi (2021-2030), guidato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Il riconoscimento premia iniziative di ripristino su larga scala e di lungo periodo che contribuiscono agli obiettivi globali di recupero degli ecosistemi degradati. Secondo i dati ONU, i 35 progetti finora riconosciuti puntano complessivamente a ripristinare oltre 74 milioni di ettari, di cui più di 19 milioni già interessati da interventi.

“A metà del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi, i riconoscimenti World Restoration Flagship dimostrano che la natura può rigenerarsi se le diamo la possibilità di farlo”, ha dichiarato , direttrice esecutiva dell’UNEP, sottolineando però la necessità di accelerare e ampliare gli interventi per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030.

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