Il Parco Adda Nord guarda al triennio 2026-2028 con una strategia chiara, approvata all’unanimità dalla Comunità del Parco. Tra gli obiettivi prioritari spiccano la riqualificazione di Villa Gina, sede del Parco a Concesa di Trezzo sull’Adda, la valorizzazione del sito Unesco di Crespi d’Adda a Capriate San Gervasio, e il grande progetto di recupero ambientale della ex Cava Santa Barbara a Truccazzano.
Villa Gina: recupero architettonico e nuova vita culturale
La sede del Parco a Concesa è al centro di un importante progetto di riqualificazione. Dopo la presentazione dell’istanza alla Soprintendenza per il restauro della balaustra del Belvedere, fortemente compromessa, si procederà nel triennio con il recupero degli infissi.
L’obiettivo è trasformare gli spazi interni in luoghi vivi: completando il rifacimento di servizi igienici e allestimenti, Villa Gina diventerà una sede per esposizioni, conferenze e attività formative, tornando a essere un punto di riferimento per la comunità.

Crespi d’Adda: sinergie Unesco, musei e tecnologia
Il legame con il Villaggio operaio di Crespi d’Adda, Patrimonio Unesco, si rafforza. Il Parco rinnova la collaborazione per eventi congiunti e punta su innovazione tecnologica.
In coprogettazione con il nascente Museo Computer Stories di Crespi, verrà realizzata una stanza multimediale dedicata a Leonardo da Vinci, con innovazioni immersive, olografie 3D, web app e realtà aumentata.
Una mostra ad hoc esporrà anche disegni originali di Leonardo acquisiti dal museo di Windsor nel 2025, creando un ponte tra storia, arte e tecnologia.

Il grande progetto della ex Cava Santa Barbara
Nella zona sud del Parco, prosegue l’ambizioso piano di recupero della ex Cava Santa Barbara a Truccazzano, finanziato da Rfi nell’ambito di una compensazione ambientale.
Dopo l’approvazione del progetto esecutivo nel 2025 e l’assegnazione dei lavori, il triennio vedrà l’avvio e lo sviluppo concreto degli interventi di rinaturalizzazione.
L’obiettivo è trasformare un’area di pregresso sfruttamento come cava in un nuovo tassello di biodiversità e paesaggio per il Parco, restituendo alla collettività un ambiente riqualificato.
Gli scenari naturalistici da tutelare
Sempre a Trezzo l’attenzione è puntata alla valorizzazione dell‘oasi Wwf delle Foppe. Anche a seguito dell’inaugurazione del nuovo Centro visite, verrà migliorato il collegamento tra questo e l’area naturalistica, senza dover costeggiare la sede stradale.

Non mancheranno interventi nelle altre aree naturalistiche, ossia gli altri tre siti di Rete Natura 2000 che, insieme alle Foppe, il Parco gestisce direttamente: la Palude di Brivio, il Lago di Olginate e l’area de Il Toffo.
- Nel primo caso sono in programma due estesi progetti che prevedono interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per la sua conservazione e miglioramento degli ecosistemi palustri e per evitare l’interramento
- Per il Lago di Olginate sono in previsione le opere idrauliche che dovranno ripristinare il livello idrometrico ottimale delle acque.
- Per preservare l’integrità del laghetto del Toffo verrà progettato e attuato un intervento di prevenzione del rischio idrogeologico e di messa in sicurezza di una frana importante in Comune di Calco, che sta mettendo a rischio non solo gli ecosistemi naturali ma anche la
fruibilità dell’alzaia.
Il sentiero “Da Leonardo all’Unesco”
La strategia del Parco punta a creare un sistema integrato di sentieri. Da un lato, la riattivazione della ricettività dell’ostello di Villa d’Adda (già nel 2026) servirà da base per visitatori.
Dall’altro, si rafforza la rete sentieristica, con l’obiettivo strategico di rendere percorribile un tragitto completo chiamato “Da Leonardo all’Unesco”, tra Villa d’Adda e Crespi d’Adda, migliorando la fruizione dell’area.
Stesso discorso per i tracciati abbandonati attorno alla stessa Villa d’Adda che collegano all’oasi dell’Alberone e al Monte Canto attraverso il “Sentiero di Papa Giovanni”.
Così una nota del Parco:
Dal punto di vista della fruizione turistica del Parco risulta strategico il riconoscimento della rete sentieristica all’interno della Rete escursionistica regionale rafforzando i collegamenti con i percorsi sovralocali; il rilancio e la valorizzazione di alcune strutture come le Conche leonardesche lungo il Naviglio di Paderno, lo Stallazzo, l’ostello di Villa d’Adda – riattivandone la ricettività già nel 2026 – il traghetto a fune di Leonardo – già riavviato nel 2025 grazie alla Pro Loco di Imbersago – e l’Addarella, l’imbarcazione elettrica in disuso oggi ormeggiata a Brivio.
Altri interventi sul territorio
Il piano triennale in sintesi prevede azioni coordinate su tutto il territorio del Parco:
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Zona Centrale: Recupero e valorizzazione di sentieri, a partire dal percorso “Da Leonardo all’Unesco”, per creare un tracciato continuo tra Villa d’Adda e Crespi.
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Zona Nord: Realizzazione di interventi di adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione ambientale, finanziati da Fondazione Cariplo e coordinati dal Comune di Lecco nell’ambito del Contratto di Fiume.
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Pianificazione: Approvazione dei piani di gestione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC), aggiornamento del Piano Agricolo e redazione del Piano dei Siti Sensibili.
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Monitoraggio: Conferma degli 8 monitoraggi naturalistici portati a termine nel 2025, per tenere sotto controllo la salute degli ecosistemi e le specie aliene.
Natura, educazione e agricoltura sostenibile
Il programma triennale non trascura la missione primaria del Parco. Verrà promosso un nuovo Progetto Agricoltura per creare un’alleanza con gli agricoltori, visti come operatori di qualità ambientale, e definire un marchio di qualità per i prodotti locali. L’educazione ambientale, che nel 2025 ha coinvolto oltre 1.200 studenti, verrà ampliata, puntando a una partecipazione capillare delle scuole dei Comuni soci.