Inquinamento da Tfa

Acido trifluoroacetico nelle acque: dieci Comuni del territorio fanno chiarezza

Bussero, Caponago, Cassina de’ Pecchi, Gorgonzola, Liscate, Melzo, Pessano con Bornago, San Zenone al Lambro, Vignate e Vizzolo Predabissi rassicurano i cittadini dopo la comunicazione di ATS. Nessun rischio per la salute allo stato attuale

Acido trifluoroacetico nelle acque: dieci Comuni del territorio fanno chiarezza

Dopo la comunicazione diffusa da Ats Città metropolitana di Milano e di Monza Brianza, che ha segnalato la presenza di acido trifluoroacetico (Tfa) nelle acque sotterranee e superficiali di diversi territori, dieci Comuni dell’hinterland milanese hanno deciso di rispondere con un documento unitario. L’obiettivo è fornire un quadro chiaro, trasparente e senza allarmismi.

I Comuni coinvolti sono Bussero, Caponago, Cassina de’ Pecchi, Gorgonzola, Liscate, Melzo, Pessano con Bornago, San Zenone al Lambro, Vignate e Vizzolo Predabissi.

Nessun rischio per la salute (allo stato attuale)

La rassicurazione più importante arriva direttamente dai tavoli multidisciplinari avviati da Regione Lombardia e Ats: le autorità sanitarie competenti escludono rischi per la salute nelle condizioni attuali. L’acqua del rubinetto, sottolineano i sindaci, può essere bevuta con assoluta tranquillità.

Se è vero che le concentrazioni di Tfa nelle acque potabili risultano già superiori al limite che entrerà in vigore a gennaio 2027, si sottolinea che quel limite è stato fissato con criteri di massima precauzione, prevedendo margini di sicurezza molto ampi rispetto ai livelli che potrebbero realmente causare effetti sulla salute.

Interventi già avviati per adeguarsi alle nuove regole

Non appena ricevuta la prima segnalazione (seppur nel quadro della riservatezza dovuta a indagini in corso), i dieci Comuni si sono attivati immediatamente. Hanno chiesto alle autorità competenti:

  • un approfondimento sui rischi per la salute;

  • garanzie sulla qualità dell’acqua;

  • la costituzione di un luogo di confronto continuativo.

Ottenute le rassicurazioni sanitarie, le Amministrazioni stanno lavorando fianco a fianco con il gestore del servizio idrico (Gruppo Cap) per definire e accelerare gli interventi necessari. Il gestore ha già avviato:

  • interventi gestionali di contenimento immediati;

  • un piano di investimenti per adeguare infrastrutture e pozzi, con l’obiettivo di rispettare i limiti normativi del 2027 – e, dove possibile, di anticiparli.

Molti lavori sono già in corso, grazie alla collaborazione tra autorità provinciali, comunali e il gestore.

Esposto alla Magistratura e indagini in corso

Parallelamente, è stato presentato un esposto all’autorità giudiziaria per accertare le responsabilità della presenza di Tfa. Le prime analisi compiute da Arpa Lombardia riconducono il fenomeno, presumibilmente, a un’attività industriale presente sul territorio.

Le indagini sono attualmente in corso, motivo per cui è stato richiesto il consueto riserbo. Non appena saranno disponibili elementi definitivi, verranno comunicati alla cittadinanza.

Trasparenza: le analisi sono online

In ottica di informazione e trasparenza, Gruppo Cap ha pubblicato online le analisi dell’acqua con le concentrazioni di Tfa rilevate nei singoli territori. I cittadini possono consultare i dati al seguente link:

 https://www.gruppocap.it/it/servizi-per-i-cittadini/cose-da-sapere/conoscere-i-microinquinanti

Per domande o aggiornamenti, è possibile rivolgersi ai canali istituzionali dei singoli Comuni o al sito del gestore idrico.

Cos’è il Tfa e cosa dice la normativa

Il Tfa è una molecola derivante dalla degradazione di composti fluorurati, spesso utilizzata in ambito chimico-farmaceutico o derivante da gas refrigeranti. Sebbene una nuova normativa nazionale abbia fissato un limite di 10 microgrammi per litro, tale parametro diventerà vincolante solo a partire dal gennaio 2027.

Attualmente, i monitoraggi condotti da Cap Holding, BrianzAcque e Sal srl hanno evidenziato in alcuni pozzi concentrazioni superiori a tale soglia futura, ma gli esperti di ATS e Regione Lombardia sono stati categorici: l’acqua può essere bevuta con tranquillità.

Il parere degli esperti: “Nessuna urgenza sanitaria”

Il Gruppo di lavoro multidisciplinare istituito da Regione Lombardia il 12 agosto 2025, composto da tossicologi ed epidemiologi, ha confermato che i valori riscontrati non rappresentano un’urgenza sanitaria immediata.

I primi dati orientano verso una concentrazione nelle acque potabili più alte del limite previsto dal Ministero, ma che al momento non rappresenta una urgenza immediata sanitaria.

recita la nota di Ats.

Dal punto di vista tossicologico, il Tfa presenta una bassa tossicità acuta e viene eliminato dall’organismo in 1-2 giorni. Gli studi indicano che, anche ai livelli rilevati, i margini di sicurezza restano ampi: per un adulto, l’assunzione stimata è circa 3.000 volte inferiore alla dose che non provoca effetti negativi (Noael).