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Una firma anti fake-food per salvare il salame

Oggi a Treviglio si può firmare la petizione di Coldiretti per la tracciabilità dei prodotti derivati.

Una firma anti fake-food per salvare il salame
Altro 11 Novembre 2018 ore 11:22

Sapete davvero cosa avete nel piatto? Si parla anche di questo oggi a Treviglio, dove è in programma la Giornata provinciale del Ringraziamento organizzato da Coldiretti e Cei. Alla tradizionale benedizione del raccolto e del nuovo anno agricolo, si aggiungerà anche un momento di riflessione sull’agroalimentare, storica colonna dell’economia della pianura.

Campagna amica in piazza Garibaldi

Un appuntamento che si ripete ogni anno dal 1951, quello della Giornata del Ringraziamento. Ma quest’anno alla cerimonia si affiancherà un’iniziativa importante, a proposito di agroalimentare. In piazza Garibaldi sarà infatti presente per tutto il giorno il mercato di Campagna amica, di Coldiretti, che commercializza le eccellenze dell’agricoltura bergamasca. E si potrà firmare la petizione “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) promossa da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica, per chiedere alla Commissione europea di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione al consumatore sulla provenienza di quello che mangia.

Se a rischio è anche il salame

“E’ a rischio ‘fake’ nel carrello della spesa un prodotto alimentare su quattro che non ha l’obbligo di riportare l’origine in etichetta”  spiega Alberto Brivio di Coldiretti Bergamo. “Dai salumi alle marmellate, dai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini. Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero, è nato un fronte europeo per la trasparenza in etichetta”.

Obiettivo: un milione di firme

L’obiettivo è raccogliere un milione di firme in almeno sette paesi dell’Unione per dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania, Romania e Spagna, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso.

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