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Implantologia a carico immediato, il sorriso torna in 48 ore

Oggi esistono soluzioni efficaci anche per i casi più gravi

Implantologia a carico immediato, il sorriso torna in 48 ore
Altro 12 Novembre 2018 ore 10:00

Implantologia a carico immediato. Il dottor Paolo Cavellini e il suo team di medici odontoiatri sono oggi un punto di riferimento irrinunciabile per tutti coloro che, pur privi di denti, sognano di tornare a sorridere nel giro di sole 48 ore.

Implantologia, prima curare le cause

«Tutto sta a risalire alla causa per cui il paziente ha perduto i propri denti e quindi a curarla» afferma il dottore ogni giorno al servizio dei pazienti con il suo team negli Studi Vito e Nadia Mezzena. «Una volta fatto questo, le innovative tecniche riabilitative implanto-protesiche consentono di ritornare a masticare e sorridere in brevissimo tempo».

Che cos'è la riabilitazione dento-facciale?

«Con questo termine si intende il ripristino, per il paziente trattato, delle funzioni estetiche, fonetiche, masticatorie e occlusali nel complesso del viso. Dentro la parola riabilitazione si nasconde un mondo di procedure e protocolli da seguire step by step. Infatti, il concetto di riabilitazione deve assolutamente partire dalla cura della causa di ciò che ha provocato il danno».

Solitamente perché si perdono i denti?

«La causa delle principali patologie odontostomatologiche è di origine batterica. I batteri proliferano più velocemente all'interno del cavo orale. Ciò accade grazie all'umidità costante di quest’ultimo e alla temperatura corporea di circa 37 gradi. I batteri causano due danni: possono colpire i denti con lesioni cariose (danni alla struttura dentale), e/o il parodonto (tutto ciò che circonda il dente, gengiva, legamento ed osso) provocandone l’infiammazione. Questa infiammazione cronica è definita gengivite qualora sia superficiale, parodontite, qualora la compromissione sia più profonda e vada ad intaccare l’osso. Ad ammalarsi sono le persone placca-ricettive, ossia quelle più predisposte geneticamente a sviluppare le patologie».

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Foto 1 di 3

Prima dell'intervento

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Analisi digitale del sorriso

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Foto 3 di 3

48 ore dopo l'intervento

Come si rimuovono le cause della patologia?

«Attuando la terapia causale, ovvero rimuovendo la causa della carie e della gengivite-parodontite. La terapia ha come scopo il raggiungimento di due obiettivi. Il primo, a opera dell’odontoiatra/igienista, è quello di rimuovere placca e tartaro sopra e sotto-gengivale durante le sedute in ambulatorio. Il secondo è quello di insegnare al paziente le manovre di igiene orale per la rimozione quotidiana della placca. La terapia si svolge in varie sedute che variano da un minimo di 2 fino ad un massimo di 6. Salvo casi particolari, le sedute hanno frequenza settimanale. In seguito a tale terapia, che si fa una volta nella vita, il paziente entra in un programma di mantenimento. Grazie a esso i richiami di igiene orale sono prima mensili e poi ogni 3-6 mesi in base alla gravità della compromissione. Durante i richiami d’igiene si valuta come il paziente sta lavorando a casa e si controlla la carica batterica».

Una volta rimossa la causa cosa accade?

«Eseguita la terapia causale il paziente viene rivisitato a bocca igienizzata. Utilizzando supporti diagnostici radiografici (status RX, T.A.C. Cone Beam) e Analisi digitale del sorriso, si valutano i modelli studio del caso e si procede allo sviluppo del piano di trattamento. Questo può
comprendere varie terapie per curare ripristinare i denti esistenti mantenibili o sostituirli con impianti dentali. La riabilitazione protesica può essere su impianti e/o su denti naturali. Essa rappresenta la conclusione delle terapie odontoiatriche, essendo la fase di ripristino della
funzione e/o dell‘estetica successiva al danno o alla perdita di uno o più elementi dentali naturali. Il concetto di riabilitazione protesica, quindi, comporta un percorso che vede prima la cura della causa attraverso la terapia causale poi le terapie riabilitative. Infine ha luogo il
mantenimento con intervalli personalizzati in base alle cause individuali».

Quali sono le tecniche riabilitative più diffuse?

«Nel panorama odontoiatrico molte sono le soluzioni per tornare a masticare e sorridere, importante è trovare la soluzione o le soluzioni migliori che garantiscano soprattutto un risultato duraturo nel tempo con il minor costo biologico. Esse devono andare incontro alle esigenze del paziente che, con un corretto mantenimento e controllo, riesca a mantenerne i risultati a lungo negli anni».

Cos'è il digital smile design?

«L'Analisi Digitale Fotografica del sorriso con la quale il paziente può prendere visione prima che l’intervento sia eseguito di come sarà il suo sorriso una volta ultimato il percorso di riabilitazione. Una volta confrontate le foto storiche e preoperatorie del paziente e raccolti tutti i dati dento–facciali e funzionali, viene pianificato un trattamento che risolva a lungo termine tutte le problematiche a 360°».

E’ vero che con gli impianti dentali post-estrattivi si riescono a risolvere anche i casi più complicati?

«E’ vero. Molte sono le persone che per diversi motivi risultano avere condizioni di perdite dentali singole, parziali o addirittura totali e che grazie a queste radici artificiali possono ritornare a masticare e a sorridere. Con le innovative tecniche chirurgiche oggi a disposizione dell’implantologo e grazie alle più avanzate tecniche riabilitative protesiche si è in grado di risolvere la maggioranza dei casi, dai più semplici ai più complessi, in tempi ridotti con risultati sensibilmente migliorativi, minori complicanze e riduzione dei costi rispetto al passato».

E conferma anche che bastano 48 ore per ottenere questo straordinario risultato?

«Certo, l’esito più eclatante del percorso terapeutico è proprio questo. Indipendentemente dal grado di compromissione delle arcate (che possono anche essere completamente senza denti, ndr) i pazienti ritornano a sorridere e masticare entro le 48 ore dalla chirurgia. Non è un miracolo, ma una metodica scientificamente testata e documentata, che si basa sui tempi della guarigione ossea, sfruttando la stabilità primaria della radice artificiale posizionata in bocca e misurata con la macchina utilizzata per inserire l'impianto. La corretta stabilità primaria, ovvero la forza impressa nell'avvitamento dell’impianto nell'osso espressa in newton-centimetri (NC), è la chiave del successo della terapia, perché permette di protesizzare l'impianto stesso, mettendo il paziente nelle condizioni di poter masticare immediatamente».

Com'è possibile questo miracolo?

«Attraverso la tecnica del carico immediato che sfrutta la finestra temporale di stabilità primaria compresa tra 0 e 72 ore. In questa fase è possibile finalizzare l'impianto senza rischi di interferire nella guarigione dell'osso che inizia dopo le 72 ore. Anche in caso di estrazioni dentarie singole, multiple o totali l'atto chirurgico è unico, con il posizionamento delle radici artificiali e le rilevazioni di impronte e della relazione intermascellare per la realizzazione del manufatto protesico, consentendo al paziente di subire in una singola seduta tutte le fasi di una riabilitazione orale complessa, con una limitazione nell'assunzione dei farmaci e riduzione delle complicanze post operatorie che con le precedenti tecniche venivano moltiplicate per il numero delle sedute».

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