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Liscate da 110 e lode

A dare un nuovo volto a Corte Berneri ci ha pensato una liscatese

A dare un nuovo volto a Corte Berneri di Liscate ci ha pensato Giorgia Volpi che ha conquistato un 110 e lode

A dare un nuovo volto a Corte Berneri ci ha pensato una liscatese
Altro Melzese, 13 Ottobre 2022 ore 13:40

A dare un nuovo volto a Corte Berneri di Liscate ci ha pensato Giorgia Volpi.

Un progetto in 3D per poter ridare vita alla struttura abbandonata

Liscatese, classe 2000, iscritta all’Accademia Santa Giulia di Brescia come interior designer, ha tratto la massima ispirazione per la sua prima grande opera (al momento in 3D) dalla Corte Berneri: quel caseggiato in centro Liscate una volta utilizzato dagli agricoltori e ora abbandonato. E ha scritto una tesi da 110 e lode.
Un rudere al quale bisogna dare una nuova vita, ma al passo coi tempi, trasformandolo in uno spazio di coworking per gli adulti che lavorano in "smart", ma anche per i loro figli. Una modalità che consente ai genitori di stare comunque accanto alla prole, ma mantenendo il proprio spazio di lavoro distaccato e indipendente da quello familiare.
Dalla passione è nata l’idea, poi il progetto, presentato anche in Comune, e da lì la tesi di laurea: "Il nuovo volto della Corte".
Giorgia, ha preso contatto con l’Amministrazione per poter capire il da farsi, e ha trovato subito la disponibilità di tutti.

Uno spazio di coworking per i genitori e i propri figli

"Proprio nel cuore del nostro paese esiste questo edificio che, se una volta era utilizzato dagli agricoltori, adesso è abbandonato a se stesso, ridotto a un rudere - ha spiegato Volpi - Mi sarebbe sempre piaciuto vederlo vivo, al servizio della cittadinanza e la tesi di laurea è stata un’occasione perfetta per esprimermi. Prima ho parlato con il sindaco Lorenzo Fucci, che mi ha permesso di entrare all’interno del complesso per scattare foto e prendere misure, successivamente mi sono messa al lavoro trasponendo la mia idea in digitale con un progetto in tre dimensioni. La proposta finale è stata di adibire la struttura della villa a spazi per il coworking con l’aggiunta di un ambiente dedicato ai figli di quei genitori che decidono di usufruire di questo spazio di lavoro per un periodo più o meno lungo. Questa modalità consentirebbe loro di stare comunque accanto ai figli, ma mantenendo un ambiente operativo distaccato e indipendente da quello familiare".

Benessere anche fra gli spazi verdi

"Nella periferia Est milanese sono pochi questi spazi e spesso si trovano in zone industriali: in questo caso il punto di forza sarebbe poter godere di un posto in centro paese, in un contesto in cui andare a lavorare non è solo un obbligo, ma diventa anche un piacere - ha continuato - Per completare l’offerta di servizi ho deciso di adibire quelle che erano le stalle ad area ristoro e ciò consente quindi ai coworker di poter pranzare o godersi una pausa durante il loro orario di lavoro. Il verde esterno gioca un ruolo importante perché si sa quanto la natura e il benessere siano strettamente connessi. Il progetto prevede un giardino aperto a tutti durante la giornata, in quanto anche l’area ristoro si pone come un esercizio commerciale non a uso esclusivo degli utenti, ma predisposto per lo svago e sede di attività culturali che possano attirare anche gente esterna creando così un contesto nuovo e giovanile. Di giorno un parco dove i bambini, ragazzi e adulti possano svagarsi e rilassarsi e di sera un luogo di incontro e festa che permette l’organizzazione di eventi soprattutto nella calda stagione estiva".

C’è anche il risvolto della tutela dell’ambiente, materiali pensati per non inquinare e ampi spazi verdi. Una proposta che forse vedrà la luce in fase progettuale.

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