“E’ passato un anno da quando Silvia non c’è più, ma non è cambiato niente per i disabili che vogliono assistere a concerti ed eventi. Si trovano davanti le stesse difficoltà”.
La battaglia di Silvia
A parlare a Roumi Marinova la mamma di Silvia Stoyanova la ragazza di Vaprio che, costretta su una sedia a rotelle, si trovò ad affrontare una serie di problemi per poter assistere a un concerto che desiderava tanto vedere: quello di Taylor Swift allo stadio di San Siro a Milano, nonostante avesse acquistato un regolare biglietto.
Per assistere al concerto Silvia aveva combattuto un’autentica battaglia ed era arrivata anche a realizzare, con l’aiuto di un artista, un messaggio con scritto “Why not me” e un’immagine di Silvia avvolta in un iconico abito viola della cantante, che è apparso su un cartellone pubblicitario in Times Square a New York, nella speranza che qualcosa si muovesse.
Alla fine era riuscita ad assistere al concerto dei suoi sogni, ma non senza difficoltà e riuscendo ad accedere allo stadio solo a concerto già iniziato.
Dalla sua esperienza è nato anche un libro che raccoglie decine di lettere di fan rivolte a Taylor Swift che contiene gli scritti di persone che grazie ai testi e alle musiche della cantante statunitense hanno trovato la forza di superare le loro difficoltà.
“Niente è cambiato”
Silvia è mancata un anno fa (a soli 38 anni, ndr) ma è necessario continuare la battaglia che aveva iniziato lei perché i disabili possano assistere a concerti e spettacoli. A un anno di distanza non è cambiato nulla e ancora ci sono le stesse difficoltà che aveva incontrato Silvia. I disabili che vogliono assistere agli spettacoli si vedono spesso “rimbalzare”, scaricati da una parte all’altra, o esclusi per motivi di sicurezza.
-ha spiegato la mamma
Marinova ha spiegato di ricevere messaggi da persone che vivono le stesse difficoltà incontrate da Silvia.
Una ragazza mi ha inviato un messaggio in cui piangeva perché non poteva assistere a un concerto. Per alcune persone può magari non essere particolarmente importanti ma ci sono altri che, a causa delle loro condizioni, vivono un quarto della loro vita e hanno bisogno di questi momenti. Nessuno di loro chiede di andare sulla luna, ma solo di assistere a un concerto.
ha spiegato Marinova, attualmente attiva nel volontariato in favore dei ragazzi autistici, che si è quindi fatta portavoce della battaglia combattuta dalla figlia: “Vogliamo cose concrete”.
Vuoi restare aggiornato in tempo reale sulle principali notizie locali dell’Adda Martesana? Vuoi conoscere in anteprima le nostre iniziative ed entrare a far parte della community di Primalamartesana.it – Gazzetta della Martesana – Gazzetta dell’Adda?
Allora iscriviti al nostro canale whatsapp Prima LaMartesana: è gratuito e basta un semplice click! (CLICCA QUI)
