La Sagra del gorgonzola ha varcato i confini nazionali. Lo ha fatto nei giorni scorsi quando l’evento capace di portare migliaia di persone sulle sponde del Naviglio è “sbarcato” al Parlamento europeo di Bruxelles.
Palamento Europeo di Bruxelles
Lo ha fatto la scorsa settimana quando l’evento organizzato dalla Pro loco dal 1999 è stato portato a esempio di come, “la valorizzazione di un prodotto del territorio possa diventare occasione di coesione sociale, crescita economica e visibilità internazionale”.
A spiegare come la Sagra del gorgonzola sia arrivata nei palazzi dell’Europa è stata la presidente della Pro loco di Gorgonzola e quindi uno dei maggiori artifici della kermesse, Donatella Lavelli, da anni alla guida del sodalizio.
Ho conosciuto Flavio Mazzolatti e Stefano Ferri che portano avanti il progetto di Italian life experience che si propone di valorizzare lo stile di vita italiano all’estero. Mi hanno detto che la Sagra del gorgonzola sarebbe stato un valido esempio e che lo avrebbero portato all’attenzione del Parlamento Europeo.
ha spiegato Lavelli che, quindi, ha quindi scritto il suo intervento. Al momento della partenza, però, una brutta influenza le ha impedito di raggiungere la capitale belga.
Ho quindi registrato uno stralcio del mio intervento e poi ho consegnato loro il discorso completo da pronunciare a Bruxelles. E così la Sagra del gorgonzola è arrivata nei palazzi dell’Europa.
Un orgoglio per Lavelli, che ha così potuto valorizzare ulteriormente sia il prodotto sia il territorio e la città da cui è originario.
Quando dico che sono di Gorgonzola mi sento spesso rispondere che Gorgonzola è un formaggio. Ma bisogna sapere che prima di essere un formaggio, Gorgonzola è un paese, è un territorio.
ha spiegato la presidente della Pro loco
Sottolineando il profondo legame che esiste tra il prodotto che il territorio da cui ha avuto origine, Lavelli ha espresso un po’ di rammarico per il fatto che a Gorgonzola non ci siano più caseifici che lo producono.
Mi hanno spiegato che è uno dei formaggi più difficili da produrre e basta poco per sbagliare. Quindi la produzione si è spostata su altre tipologie, ma il legame resta.
ha commentato
Lo sviluppo della Sagra
Il passaggio al Parlamento europeo non potrà che aumentare la fama di un evento già molto apprezzato e far conoscere ancora di più il territorio che sta dietro il prodotto.
Sono orgogliosa, ma ritengo che la Sagra sia già arrivata a uno sviluppo notevole, basti pensare alla questione dei parcheggi. Inoltre non voglio snaturare l’iniziativa pagando delle persone perché operino all’interno della Sagra che deve continuare a essere gestita da volontari. Purtroppo però ogni anno siamo sempre un po’ più anziani e non si può chiedere che facciano ancora di più.
ha osservato. Nel suo discorso portato nelle aule istituzionali di Bruxelles, ha ripercorso la storia di come è nato il gorgonzola e di come la Sagra sia diventata con gli anni “un modello di sviluppo, cultura identità”.
Nel suo intervento la presidente ha sottolineato come
“un gruppo di cittadini visionari della Pro loco, insieme all’Amministrazione comunale, decise di compiere un atto di ribellione culturale: restituire la paternità storica e spirituale del formaggio alla città che gli ha dato il nome. Quella prima edizione del 1999 non fu una semplice fiera commerciale: fu l’abbraccio di una comunità che si riappropriava del proprio passato. Una scommessa romantica in cui pochi, all’inizio, credevano”.
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