Il Consiglio di Inzago ha detto “No” all’insediamento di un impianto per il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi a Cascina Redenta.
Forze politiche unite
E intanto si tutela stilando una convenzione, che non significa un’accettazione dell’impianto, con le linea guida vincolanti, ne caso in cui, Città metropolitana, cui spetta di concedere eventualmente l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto, dovesse esprimersi favorevolmente.
Nei mesi scorsi gli amministratori inzaghesi, sia di maggioranza, sia di opposizione si erano già espressi in modo contrario all’insediamento di un impianto per il trattamento dei rifiuti a Cascina Redenta e avevano costituito un tavolo di lavoro proprio per stabilire le linee guida e i passi da intraprendere per contrastare l’arrivo dell’impianto.
La decisione poteva essere presa in Giunta E’ stato il sindaco a volere il passaggio in Consiglio, e io sono d’accordo, per dare un segnale forte che tutti i cittadini di Inzago, rappresentati dalle forze politiche di maggioranza e minoranza sono contrari a questo impianto.
ha spiegato, a margine della seduta, l’assessore al Territorio Paolo Camagni che ha spiegato che la contrarietà all’impianto e la convenzione stilata dal Comune saranno inviate a Città metropolitana in vista della conferenza dei servizi che dovrebbe tenersi probabilmente in novembre.
L’impianto in sé non sarebbe neanche sbagliato anche se in ogni caso ci sarebbero dei dubbi, ma non a Inzago. C’è anche il problema che verrebbe a trovarsi, in linea d’aria, a 150 metri dalle case e mi chiedo cosa succederebbe in caso dovesse scoppiare un incendio.
ha osservato Camagni che ha aggiunto, come ribadito più volte la convenzione non rappresenta un’accettazione dell’impianto.
Dal momento che spetterà a Città metropolitana decidere sull’autorizzazione, con la convenzione si cercherà di ottenere il massimo in termini di compensazioni nel caso l’ex Provincia dovesse dire di sì»,
ha osservato l’assessore al Territorio.
Maggioranza e opposizioni d’accordo
Sulla questione si è espresso, a margine della seduta, anche l’esponente del gruppo di minoranza Inzago al centro Ernesto Fumagalli.
Il “no” all’insediamento dell’impianto non nasce da una questione di “Not in my back yard” (non nel mio cortile), ma dal fatto che questo impianto non serve a Inzago e non serve neanche alla Lombardia dove ci sono impianti che trattano dieci milioni di tonnellate di rifiuti di altre Regioni, senza contare che Inzago ha già fatto la sua parte con le discariche.
Fumagalli ha sottolineato anche come le richieste di compensazione avanzate dal Comune siano molto più ampie rispetto a quelle prospettate da Systema ambiente.
Non è stato trovato un accordo sulle parti e quindi il Comune ha deciso di scrivere la convenzione, che non significa accettazione dell’impianto, per inviarla a Città metropolitana. Se l’ex Provincia dovesse dire “no” all’impianto avremmo raggiunto lo scopo e saremmo a posto, nel caso dovesse invece autorizzarlo potrebbe tenere conto dei contenuti della convenzione e chiedere delle prescrizioni.
ha osservato
Il Consiglio si è quindi espresso compatto all’unanimità contro l’insediamento di un impianto per il trattamento dei rifiuti. Un “No” che ha visto, quindi, oltre a quelli della maggioranza anche quelli dei gruppi di opposizione Inzago al centro, Inzago città aperta e Inzago merita di +.
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