La testimonianza

“Essere ambasciatori di Pace”: toccante incontro con i genitori di Luca Attanasio ucciso in Congo

A Cambiago l'iniziativa organizzata da Avomi (Associazione Volontari e Missioni) e Centro culturale Don Renzo Fumagalli

“Essere ambasciatori di Pace”: toccante incontro con i genitori di Luca Attanasio ucciso in Congo
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Una serata intensa, carica di emozione e di forte impegno civile, quella che si è svolta mercoledì 21 ottobre 2026  all’oratorio di Cambiago, in via Vittorio Veneto. In occasione dell’iniziativa “Essere ambasciatori di Pace”, promossa dall’associazione Avomi (Associazione Volontari e Missioni) e dal Centro culturale Don Renzo Fumagalli, con la mostra dedicata alla storia di Luca Attanasio, la comunità si è stretta attorno al ricordo dell’ambasciatore italiano assassinato nel Nord Kivu (Congo) il 22 febbraio 2021, insieme al carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo.

Cambiago ricorda Luca Attanasio

Attorno al tavolo dei relatori, accolti da un pubblico numeroso e attento, si sono seduti Salvatore Attanasio, padre del diplomatico, padre Silvano Ruaro, missionario dehoniano per oltre cinquant’anni in terra africana, e il dottor Paolo Viganò del Gruppo Solidale Africa.

L’amarezza della famiglia e la battaglia per la verità

Nel suo toccante e accorato intervento, papà Salvatore, affiancato dalla moglie Alida, ha ripercorso la vita del figlio, ricordandone la giovinezza trascorse tra oratorio, sport e amicizie a Limbiate, fino alla profonda vocazione diplomatica.

“Per noi Luca è stato un figlio che amava la vita e gli altri. Il suo merito più grande è stato cercare di restituire dignità e speranza ai tanti bambini destinati a diventare soldati o a essere sfruttati nelle miniere”, ha sottolineato.

Dalle parole del padre è emersa però anche una profonda amarezza per il clima di silenzio e per l’assenza di risposte chiare sui mandanti della tragedia:

“Nessun interesse geopolitico può giustificare l’omertà. Uno Stato che non sa far valere il rispetto dei diritti umani dei propri cittadini anche fuori dai confini non può considerarsi credibile”, ha denunciato Salvatore Attanasio.

Il tutto ribadendo l’urgenza di una Commissione parlamentare d’inchiesta e il costante impegno dell’associazione nata in suo nome (info@amicidilucaattanasio.org).

“La verità vince sull’omertà”

Altrettanto potente la testimonianza di padre Ruaro, 88 anni, figura storica delle missioni tra i Pigmei dell’Ituri e legato da una profonda amicizia ad Attanasio, con cui ha condiviso importanti progetti sanitari e sociali a Mambasa. Padre Silvano è stato tra gli ultimi a sentire il diplomatico poche ore prima della tragedia.

Il religioso ha ricordato le sue recenti deposizioni volontarie sui crimini di guerra commessi nella regione:

“Sono consapevole che quanto ho dichiarato potrà avere conseguenze per me e per i miei confratelli, ma la verità deve prevalere sempre sull’omertà”.

All’incontro ha preso parte anche Pierangelo Barzaghi, volontario di Inzago che in passato ha lavorato al fianco di padre Silvano e di padre Samuele Testa nelle foreste di Mambasa e Nduye, portando il proprio commosso ricordo di quegli anni di cooperazione.

A chiusura della serata è stato presentato l’opuscolo informativo sulla vita e le opere dell’ambasciatore, a cui è stata dedicata anche una mostra rimasta allestita fino a domenica 25 ottobre. Per entrare in contatto con l’associazione Amici di Luca Attanasio è possibile scrivere all’indirizzo mail info@amicidilucaattanasio.org.

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