Le immagini di una Milano completamente devastata nel suo cuore più storico e turistico sono sotto gli occhi di tutti. Ma il fenomeno della violenza tra i più giovani, purtroppo, non colpisce solo il capoluogo meneghino. Ne è una testimonianza quanto accaduto venerdì al polo scolastico di Gorgonzola, dove la protesta degli studenti è stata “macchiata” da gesti di violenza di pochi.
La protesta degli studenti a Gorgonzola
Venerdì 16 ottobre anche il polo scolastico del Marconi e dell’Argentia di Gorgonzola è stato protagonista dei picchetti e delle manifestazione degli studenti che, in tutta Italia, hanno voluto far sentire la loro voce su tematiche come il degrado degli edifici scolastici, il tema degli stranieri, la scarsa attenzione verso il mondo della scuola e più in generale la paura per il loro futuro. In tanti hanno risposto all’appello, restando fuori dai cancelli per manifestare in maniera pacifica. Purtroppo, però, anche a Gorgonzola quale facinoroso ha pensato bene di creare momenti di tafferuglio, il tuto rigorosamente filmato per finire sui social e acchiappare qualche visualizzazione.
Sassi e fumogeni contro la scuola
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A lanciare l’allarme è stata Gioventù Nazionale Martesana che ha denunciato gli episodi avvenuti fuori da Marconi e Argentia, dove alcuni (pochi) hanno pensato bene di lanciare sassi, petardi e fumogeni contro la scuola. Il tutto nonostante la presenza dei Carabinieri e degli agenti della Polizia Locale.
Gli episodi verificatisi a Gorgonzola, nei pressi degli istituti scolastici Argentia e Marconi, sono gravi senza ombra di dubbio, ma con quale credibilità possiamo dirgli di non lottare? Saremmo degli ipocriti. Il problema è che, prima di definirsi rivoluzionari, bisognerebbe almeno capire per cosa si sta lottando. Ovviamente, ci sono modi, comportamenti e motivazioni diverse, ma noi, a partire da Azione Studentesca, siamo i primi a spingere i ragazzi alla lotta studentesca, chiaramente non tramite il lancio di sassi e il blocco del traffico, che rappresentano comportamenti completamente fuori dal nostro modus operandi, che è più orientato al metodo, al bene della comunità e alle tradizioni, dai classiconi di riscaldamento alle nostre critiche all’indottrinamento ideologico nelle scuole
hanno commentato da GN
Manifestare è un diritto, ma non può diventare un pretesto per alimentare tensioni, danneggiare il territorio e compromettere la tranquillità di studenti, famiglie e cittadini. Condanniamo gli avvenimenti, in primis perché andate a ledere altre persone che lavorano e il vostro territorio, quello che dovreste chiamare casa e che dovreste essere pronti a difendere in ogni modo, ma soprattutto perché non emerge un minimo di coraggio e di ideale in quello che avete fatto.
Un appello alle giovani generazioni
Quello che sta emergendo da questi giorni di manifestazioni e proteste, è come siano sempre più giovani coloro che protestano in maniera violenta e illegale, purtroppo non sempre per ferme convinzioni ideologiche, quanto più per noi o per la spettacolarizzazione garantita dalla vetrina dei social
Lanciamo un appello ai giovani: amettete di giocare alla rivoluzione, diventate coraggiosi, cercate qualcosa per cui lottare senza nascondervi dietro una maschera, credendovi dei Black Bloc e lanciando sassi alla polizia locale. Non c’è nessun onore in questo, c’è solo l’ennesima riprova del fatto che siete dei mocciosi. Maranza che si mettono a giocare alla rivoluzione, qual è il vostro posto in tutto questo? – ha aggiunto Filippo Rellandini Segretario di Gioventù Nazionale Martesana – È per colpa di persone come voi che non si può prendere sul serio una manifestazione studentesca. Siete fuori luogo, seminate solo ansia e distruzione, a fronte di studenti facoltosi che rivendicano le vere motivazioni per cui è nato il tutto, come, ad esempio, la mancanza di docenti nelle materie di indirizzo e criticità legate alla Formazione Scuola-Lavoro (FSL), le condizioni dei servizi igienici e la solidarietà con gli altri istituti occupati di Milano. Temi sui quali è legittimo chiedere risposte. Ma viene da chiedersi, che senso ha manifestare per ottenere una scuola migliore mentre si lanciano sassi, si accendono fuochi e si crea disordine proprio davanti agli istituti? Se l’obiettivo è ottenere risposte dalle istituzioni, servono proposte e confronto, non comportamenti che danneggiano la comunità e screditano le stesse ragioni della protesta.
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