Cosa è accaduto

Mamma aggredisce 12enne alla fine della partita: “Ti mando sulla sedia a rotelle”

E' successo al termine del derby di calcio tra Città di Brugherio e Polisportiva Cgb: la rabbia del genitore del ragazzino e la condanna di entrambe le società

Mamma aggredisce 12enne alla fine della partita: “Ti mando sulla sedia a rotelle”
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Quello che doveva essere un pomeriggio di sport si è trasformato in una pagina da dimenticare per il calcio giovanile locale. Al termine del derby della categoria 2014 tra l’Asd Città di Brugherio e la Polisportiva Cgb, finito sabato 10 ottobre 2026 con la vittoria netta dei padroni di casa per 12 a 0, una mamma si è resa protagonista di un grave episodio di violenza verbale e fisica ai danni di un ragazzino di 12 anni tesserato con il Città di Brugherio.

Mamma aggredisce 12enne dopo la partita

A raccontare l’accaduto e a decidere di rompere il silenzio è la madre del giovane atleta vittima dell’aggressione verbale e fisica. Secondo quanto ricostruito, al termine della gara la donna genitore di un calciatore del Cgb ha perso completamente il controllo davanti a numerosi testimoni, insultando dapprima i genitori presenti, la squadra e la società rivale.

“Ti mando sulla sedia a rotelle”

Subito dopo, si è scagliata contro il 12enne, “colpevole” soltanto di aver sorpreso un sorriso per la vittoria e per l’assurdità di quelle urla. Da lì è scattata una raffica di minacce pesantissime:

“E tu che c….. ti ridi? – ha detto al 12enne – Ti mando sulla sedia a rotelle, ti faccio diventare un nano di m….”.

Non contenta, avrebbe persino oltrepassato la recinzione vicino agli spogliatoi, arrivando a mettere le mani sul volto del bambino con uno spintone.

“Come madre ho deciso di non rimanere in silenzio di fronte a questa violenza verbale e psicologica inaccettabile su un minore – ha sottolineato la mamma del ragazzo del Città di Brugherio – Ritengo fondamentale che su questa deriva culturale si accenda un faro pubblico. Certi elementi, incapaci di gestire la frustrazione e inclini alla violenza sui minori, non dovrebbero avere accesso ai centri sportivi. La nostra comunità deve isolare questi comportamenti per proteggere il diritto dei nostri figli di fare sport in sicurezza”.

La condanna del Città di Brugherio

Immediata è stata la reazione del Città di Brugherio. Attraverso il presidente Riccardo Marchini, ha espresso piena vicinanza al giovane tesserato e alla sua famiglia, sottolineando di considerarsi a tutti gli effetti parte lesa nell’accaduto.

“I campi di calcio giovanili devono rimanere luoghi sicuri, dedicati al divertimento e alla crescita dei nostri ragazzi – ha dichiarato Marchini – Certi comportamenti superano ogni limite di tolleranza. La nostra società condanna in modo netto e incondizionato qualsiasi forma di violenza verbale o fisica su un campo da gioco, a maggior ragione quando rivolta contro dei minori”.

La presa di distanza del Cgb

A intervenire, mercoledì, è stata anche la Polisportiva oratoriana, con una nota del Consiglio d’amministrazione firmata anche da don Fabio Curti, succeduto a don Leopoldo Porro come responsabile della pastorale giovanile e della stessa società. Il tutto per prendere le distanze dal comportamento della “loro” mamma, precisando che la persona coinvolta non ricopre alcun ruolo dirigenziale o tecnico all’interno dell’associazione.

“La Polisportiva Cgb condanna ogni forma di violenza e qualsiasi comportamento intimidatorio e ci dissociamo con fermezza da quanto accaduto – hanno sottolineato dalla società – Il rispetto delle persone e la tutela dei minori devono venire sempre prima di qualsiasi tensione sportiva. Ci siamo subito attivati per seguire da vicino la situazione e prenderci cura delle persone coinvolte. Crediamo sia fondamentale affrontare momenti simili con misura e senso educativo, per ripristinare un clima di rispetto reciproco ed evitare che il confronto pubblico sui social alimenti ulteriori tensioni”.

(L’immagine di copertina è stata realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale).

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