Manifestazione

Giornata di protesta all’istituto Jacopo Nizzola. Gli studenti: “Siamo stufi”

Gli studenti hanno manifestato contro il tetto agli stranieri nelle classi e contro i costi troppo alti per le famiglie

Giornata di protesta all’istituto Jacopo Nizzola. Gli studenti: “Siamo stufi”
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Libri chiusi e molti studenti in cortile venerdì 16 ottobre 2026 , per una manifestazione organizzata dai ragazzi che frequentano l’istituto Jacopo Nizzola di Trezzo.

“Siamo stufi”

Diversi gli argomenti alla base della protesta: il tetto massimo degli studenti stranieri, i costi elevato sostenuti dalle famiglie, le condizioni delle scuole e la solidarietà verso altri istituti.
La protesta è scattata alle 10 quando gli studenti sono uscita dalla scuola e si sono radunati in cortile ad ascoltare gli organizzatori della protesta che pochi minuti prima avevano affisso uno striscione sulla recinzione dell’istituto con scritto “La scuola è aperta a tutti”.


Siamo qui perché siamo stufi vogliamo essere ascoltati una volta per tutte. Come dice la Costituzione, la scuola è aperta e libera ed è un diritto di tutti ricevere istruzione senza dover essere discriminati. Vi sembra normale infondere e inculcare l’idea che lo straniero debba essere emarginato e spostato in un’altra scuola solo perché non parla italiano, creando doppio disagio alle famiglie che vorrebbero solo dare un futuro ai loro figli. Anche se non lo sentite sulla vostra pelle questo fatto pensate se fosse un vostro amico credo che non vi farebbe piacere. Siamo stufi e se questo non vi basta e non vi tocca, pensate a tutte le famiglie che non arrivano a fine mese e che per istruire e mandare i propri figli a scuola devono spaccarsi la schiena ormai banalmente anche solo i libri costano una fortuna non tralasciando il trasporto le iscrizioni e addirittura i recuperi, siamo stufi di dover abbassare la testa a quei prof che ci vedono solo come numeri e voti senza vedere che siamo delle persone, siamo stufi di dover tener conto dei loro sbalzi e dei loro problemi quando loro con noi non lo fanno. Vi sembra normale che ci sono ragazzi che hanno aspettato anni per poter studiare le loro materie preferite e non lo potranno più fare, dato che hanno deciso di iniziare a tagliare delle materie senza rendere conto a nessuno. Siamo stufi di venire in una scuola che non viene tenuta come si deve tetti con i buchi maniglie dei bagni rotte e la muffa sulle pareti e possiamo dire che la nostra ancora si salva, ma ci sono scuole messe ancora peggio. E noi studenti cosa dovremmo fare? Stare tutti i giorni nel degrado e nella sottomissione? E’ inacettabile! Siamo stufi dobbiamo pensare al nostro futuro. Siamo noi il nostro futuro! E non è concepibile che noi giovani per averlo dobbiamo lasciare il nostro Paese.

hanno spiegato gli studenti

 

L’intervento ha poi fatto riferimento allo studente del Liceo Einstein di Milano aggredito da alcuni neofascisti per aver staccato un manifesto.

Io vengo a scuola per il mio futuro non per farmelo portare via o perdere la mia stessa vita. Io sono stufa e voi?.

La conclusione del discorso

Una delle manifestanti ha poi spiegato che si trattava di una manifestazione libera a cui nessuno era “obbligato” a partecipare.

Non siamo d’accordo sul tetto massimo degli stranieri in classe. C’è una componente di razzismo. Nelle nostre classi la maggioranza degli studenti è straniera e va bene così. Quando c’è stato qualcuno che non sapeva l’italiano alcuni professori si sono offerti di fargli lezione fuori orario. Per quanto riguarda le condizioni della scuola, ringraziamo il preside per quello che riesce a fare con le risorse a disposizione

ha osservato

Uno degli insegnanti che, volontariamente, ha insegnato le basi della lingua italiana ad alcuni studenti è stato Massimiliano Gusmano.

Lo facciamo per i neo arrivati in Italia. Purtroppo lo facciamo noi insegnanti a livello di volontariato, dal basso per supportare l’integrazione, mentre dall’alto, dal Governo, manca questo supporto.

ha spiegato il docente

 

 

 

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