Il futuro dell’immobile ex “Casa della Salute” di Cassina de’ Pecchi, dopo il naufragio del progetto per inserirvi un centro odontoiatrico, infiamma il dibattito politico. Nella serata di lunedì 12 ottobre 2026, il comitato cittadino di Italia Viva ha inviato una Pec alla sindaca e all’Amministrazione per chiedere un aggiornamento formale sullo stato della struttura e proporre la riattivazione del percorso di pianificazione per un presidio sanitario di base.
“Torni a essere la Casa della salute”
La richiesta è firmata da Doriana Marangoni, presidente del comitato cittadino di Italia Viva, ed ex assessora alle Politiche sociali, che nel 2018 aveva ideato e avviato l’originario progetto sociosanitario per quella struttura. Un progetto interrotto nel 2019, quando la nuova Amministrazione bloccò i lavori spiegando di avere ravvisato violazioni del Codice degli appalti (l’operatore stava eseguendo i lavori in modo diretto, senza passare per una gara pubblica come previsto dalle normative che erano state introdotte pochi anni prima). Da allora l’edificio, situato ai margini dell’area ex Nokia, era rimasto incompiuto e in stato di abbandono. L’Amministrazione, dopo alcune consultazioni, non avendo trovato interlocutori per affidarla, aveva indetto un bando pubblico per la cessione.
La vicenda dell’ex Casa della Salute si è arricchita di un nuovo capitolo nelle scorse settimane. E’ stata resa nota la determina comunale che revoca l’assegnazione provvisoria dell’edificio alla società privata che si era aggiudicata il bando di alienazione nel dicembre 2025. L’operatore, un centro sanitario e odontoiatrico privato, unico partecipante alla gara con un’offerta di 353mila euro, non ha fornito la conferma incondizionata di procedere all’acquisto, portando il Comune a revocare l’aggiudicazione.
Le richieste di Italia viva
Nella Pec inviata al Comune, Marangoni chiede formalmente due cose: un aggiornamento sull’attuale stato di pianificazione e la futura destinazione d’uso della struttura, e la disponibilità a valutare la riattivazione del percorso sociosanitario, offrendo “la massima collaborazione tecnica e l’esperienza professionale” maturata durante il suo mandato assessorile.
Così Marangoni:
Accogliamo con favore l’invito al confronto emerso nel dibattito pubblico locale. Tuttavia, quando si parla di sanità, di anziani e di famiglie, le divisioni di parte devono fare un passo indietro. I cittadini non chiedono la burocrazia dei partiti o le corse solitarie a chi mette una firma per primo, ma risposte certe.
Il progetto originario
La struttura, di circa 250-330 metri quadrati, era stata pensata originariamente per ospitare gli ambulatori dei medici di base e servizi di medicina associata. Il progetto originario prevedeva anche spazi per il primo soccorso e la microchirurgia, configurandosi come la prima esperienza di medicina comunitaria della Martesana.
La sindaca Elisa Balconi ha più volte motivato la scelta di alienare l’immobile con l’assenza di interesse da parte dell’Asst, che non ha mai manifestato volontà di utilizzare la struttura. I fondi ricavati dalla vendita erano stati destinati alla riqualificazione dei locali di via Mazzini, dove realizzare un polo sanitario per i medici di base. Ora, con la revoca dell’assegnazione, la palla torna al centro del campo.
Ancora Marangoni:
Abbiamo messo ufficialmente a disposizione dell’Amministrazione la nostra esperienza tecnica per riprendere quel filo interrotto nel 2019. Chiunque vorrà lavorare con serietà per restituire a Cassina questo presidio medico troverà in noi un alleato solido e affidabile