Due partite diverse, due risultati opposti, un unico filo conduttore: il lavoro sul campo e la crescita del gruppo. Il Lambro Rugby Under 16, impegnato nei gironi di qualificazione del campionato U16 élite, archivia una domenica dai volti contrastanti, festeggiando da una parte una vittoria larga e convincente contro il Novega Rugby e dall’altra facendo tesoro dell’esperienza maturata dalla formazione più giovane nella difficile trasferta contro l’Omnia Piacenza.
Lambro, prova di forza: Novega travolto 64-5
A Monza il Lambro Rugby offre una prestazione di sostanza, imponendosi con un netto 64-5 sul Novega Rugby. Una prova che mette in evidenza la capacità offensiva della squadra, la determinazione dei giocatori e una buona organizzazione collettiva, frutto del lavoro svolto negli ultimi mesi. I biancoblù trovano con continuità la via della meta, riuscendo a concretizzare la pressione e le opportunità costruite durante la gara. Tra i protagonisti della giornata c’è Sole’, autore di una doppietta, mentre Mussolino e Coda vanno a segno due volte ciascuno. Una meta a testa anche per Barban, Zanenga, Murez e Davide Aveni. Barban e Nardo contribuiscono inoltre al bottino con due trasformazioni ciascuno.
Il risultato premia una squadra capace di imporre il proprio gioco e di dare concretezza al lavoro portato avanti in allenamento. Non tutto, però, è ancora da considerarsi acquisito. A fine partita il tecnico Matteo Motta sottolinea la soddisfazione per la prova dei suoi, senza nascondere qualche aspetto da correggere:
“Ottima prestazione dei nostri ragazzi. È mancata un po’ di disciplina, ma questo non ha influito sul risultato. Stiamo consolidando quanto imparato e il lavoro portato avanti in questi mesi. La strada è quella giusta e continueremo a lavorare in vista del campionato”.
Parole che fotografano bene il momento della squadra: il punteggio sorride, ma l’attenzione resta rivolta alla continuità, alla disciplina e alla capacità di limitare gli errori quando il livello delle sfide si alzerà. La vittoria rappresenta comunque un’iniezione di fiducia importante in vista dei prossimi impegni.

La giovane Lambro cade a Piacenza, ma non smette di lottare
Scenario decisamente più complicato per la formazione giovanile, impegnata sul campo dell’Omnia Piacenza nel girone di qualificazione. Al termine dei 70 minuti il tabellone segna un severo 106-7 per i padroni di casa, ma ridurre la partita al solo risultato sarebbe ingeneroso nei confronti di un gruppo che continua a misurarsi con avversari più strutturati.
La differenza fisica si fa sentire, così come l’esperienza: il Piacenza schiera infatti sette giocatori nati nel 2012, al secondo anno di categoria, contro i dodici biancoblù al primo anno. Un divario che pesa nell’economia della gara e che rende ancora più significativa la capacità dei ragazzi del Lambro di restare dentro la partita fino al fischio finale. Dopo una prima frazione difficile, la squadra mostra nella ripresa segnali di miglioramento, con una maggiore efficacia difensiva e una presenza più incisiva nelle iniziative offensive. Non mancano gli avanzamenti positivi e le occasioni per costruire azioni pericolose, spesso vanificate da errori nella gestione dell’ovale o da scelte condizionate dalla fretta.
Il passivo resta pesante e indica chiaramente le aree sulle quali intervenire, a partire dalla tenuta difensiva. Ma la reazione mostrata nel secondo tempo offre indicazioni utili per proseguire il percorso di crescita.
“Il passivo è, ovviamente, molto severo per la squadra ed è evidente quanto il nostro lavoro debba essere concentrato sulla difesa, ma segnali positivi si sono visti, a partire dalla decisione e dalla voglia che i ragazzi hanno mostrato sino al triplice fischio”, commenta il tecnico Alessandro Geddo.
La strada nel girone di qualificazione rimane in salita, ma proprio confronti di questo livello possono aiutare il gruppo a maturare, acquisire esperienza e trasformare le difficoltà in occasioni di miglioramento.
Per il Lambro Rugby, dunque, il bilancio racconta due tappe differenti dello stesso percorso: da una parte una vittoria che certifica i progressi e alimenta la fiducia, dall’altra una sconfitta che impone lavoro e pazienza. Perché nel rugby, soprattutto quando si parla di giovani, il risultato conta, ma contano altrettanto la capacità di reagire, la disponibilità a imparare e la voglia di non arrendersi mai.
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