Una partecipazione numerosa e interessata ha caratterizzato le due giornate della Festa del Centrosinistra di Pioltello, il 10 e l’11 ottobre 2026, organizzata da Partito democratico, Lista per Pioltello e Persone per Cosciotti al Rustik. Due serate dedicate ad analizzare altrettanti temi decisivi per la vita dei cittadini: la sicurezza urbana e la tutela del sistema sanitario.
Prima serata: la sicurezza oltre la propaganda, tra prevenzione e senso di abbandono
La prima serata, moderata dal vicesindaco Saimon Gaiotto e con circa 40 partecipanti, ha affrontato il tema della sicurezza partendo dalle due diverse visioni politiche: controllo repressivo e prevenzione sociale. Nel corso del dibattito è emersa la forte critica al modello del Governo, accusato di utilizzare la propaganda della paura senza fornire risposte concrete ai territori. Un’esperta del settore Michela Pascali rappresentante della polizia Silp – Cgil, che ha evidenziato come la vera sicurezza parta dalle condizioni lavorative delle stesse forze dell’ordine:
Con stipendi non dignitosi, soprattutto se si deve vivere in grandi realtà come Milano per operare, scarse risorse per gli straordinari e tempi di attesa lunghissimi per il loro saldo corredato infine da una formazione frettolosa e insufficiente. Servono invece risorse per la preparazione anche emotiva e d’ascolto delle forze dell’ordine, presidi costanti per attenuare i conflitti e dare il tempo necessario per portare avanti la vera lotta alla criminalità organizzata, invece che semplici passerelle d’effetto».
La sindaca Ivonne Cosciotti ha condiviso l’esperienza diretta della gestione del territorio, tra sfide complesse come i quartieri Satellite e Garibaldi, episodi di microcriminalità e la narrazione mediatica:
Come Comune abbiamo fatto tutto il possibile, potenziando la videosorveglianza, ampliando la caserma dei Carabinieri e prendendo più uomini nella polizia locale. Tuttavia, i sindaci vengono spesso lasciati soli dalle istituzioni centrali. Ho scritto al Ministro per chiedere supporto senza mai ricevere risposta. Di fronte alla complessità dei problemi, servono a poco soluzioni facili o decreti come le “zone a vigilanza rafforzate”, che spesso si limitano a spostare il degrado nella via accanto (come dimostrato a Rozzano), ma occorrono risorse ordinarie, legalità e una costante presenza dello Stato.
Dall’incontro è emerso un messaggio chiaro: il centrosinistra non deve temere di parlare di sicurezza, ma deve farlo ripartendo dalla cittadinanza attiva, dal contrasto al degrado e dall’integrazione delle seconde generazioni, creando spazi d’aggregazione per i giovani affinché non restino ai margini.
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Seconda serata: sanità pubblica e diritto costituzionale
La seconda serata, che ha visto la partecipazione di circa 60 persone, si è concentrata sul diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione, analizzando come una sanità pensata per tutti stia diventando accessibile a pochi.
All’incontro, introdotto da dottor Gianni Moretti, con il consigliere regionale Carlo Borghetti e da Margherita Napolitano, ingegnere ed ex coordinatrice sindacale dell’ospedale San Raffaele, in causa con la struttura per ingiusto licenziamento. Insieme è stata tracciata l’evoluzione del sistema sanitario lombardo, dalle riforme Formigoni e Maroni fino alle ultime gestioni Fontana-Moratti. I relatori hanno sottolineato come la Lombardia abbia progressivamente smantellato la medicina territoriale e la prevenzione rispetto ad altre regioni (come Veneto, Emilia-Romagna e Toscana), spingendo oltre 6 milioni di italiani a rinunciare alle cure nell’ultimo anno. Tra i nodi critici evidenziati durante il dibattito, la mancanza di vincoli per i privati che prendono soldi da Regione senza che debbano rispondere su come questi vengano utilizzati.
Dalla proliferazione di reparti gestiti da cooperative esterne agli alti rimborsi regionali per terapie come la cardiochirurgia, a discapito delle meno pagate visite di medicina di base e prevenzione, fino alla fuga del personale sanitario dal privato verso il pubblico. I temi sono stati molti e le richieste portate dai gruppi politici durante la serata, molto chiari: trasparenza sui fondi erogati ai privati, vincoli prestazionali stringenti e coinvolgimento diretto dei Sindaci nei processi decisionali sulla sanità locale.
Una festa che si è conclusa con il rito della Pastasciutta anti-fascita alla presenza della Associazione nazionale partigiani italiani, Anpi, e un po’ di musica.
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