Sanità

Battaglia politica sull’ospedale di primo livello. Mozioni contrapposte in aula

A Cassina de' Pecchi passa quella della maggioranza che chiede una nuova struttura. Dalle opposizioni: "E' una soluzione che darà risposte tra vent'anni, ma i problemi sono adesso"

Battaglia politica sull’ospedale di primo livello. Mozioni contrapposte in aula

Nel Consiglio comunale di Cassina de Pecchi, del 29 ottobre 2026, si è discusso accoratamente del tema della sanità e dell’Ospedale di primo livello con due mozioni, presentate rispettivamente una dalla maggioranza e l’altra dall’opposizione. L’obiettivo era per entrambe sollecitare Regione Lombardia a migliorare la Sanità dell’Adda Martesana, ma il tema è stato affrontato con due visioni diametralmente opposte.

L’opposizione di Cammino comune e Si può

A dare il via al dibattito è stata la mozione congiunta presentata dalle liste di opposizione Cammino Comune e Si Può. Il documento nasce dal lavoro del tavolo Martesana Melzo in Salute ed è già stato approvato in diversi Comuni del territorio.
L’impostazione della minoranza parte dalla considerazione che un nuovo ospedale pubblico di primo livello per un bacino di oltre 350 mila abitanti è un’opera fondamentale, ma i tempi di realizzazione si stimano tra i 15 e i 20 anni. Nel frattempo, i cittadini necessitano di cure immediate.

La priorità: il potenziamento della rete sanitaria territoriale dai medici di base alle case di comunità. Definita una zona poco attrattiva per la mancanza di collaborazioni universitarie e di sbocchi professionali adeguati, il rischio, palesato dalle liste, è di avere poco personale e scarsamente qualificato.

Senza una rete di medicina di vicinanza, anche il nuovo ospedale nascerà con un pronto soccorso perennemente intasato

Ha ricordato la consigliera Francesca Colombo.

La mozione della maggioranza

Di avviso del tutto opposto la maggioranza di centrodestra che, per voce del vicesindaco Cesare Beccaria, ha presentato una propria mozione. Per loro, il focus deve rimanere centrato sulla realizzazione della struttura ospedaliera, ritenuta il vero motore per rilanciare la sanità locale. Secondo questa visione, le strutture attuali sono ormai obsolete e inadeguate ad attrarre personale: solo un ospedale moderno, interdisciplinare e interoperabile può rappresentare un polo di attrazione per medici e specializzandi. Una volta creato l’ospedale, argomenta il centrodestra, le figure professionali torneranno e a cascata si potranno sviluppare tutti i servizi accessori sul territorio, comprese le Case di Comunità e gli ambulatori.

“La Giunta non considera prioritaria la Sanità territoriale”

A margine del dibattito in un comunicato ufficiale però le due liste di opposizione Si Può e Cammino Comune  sono tornate ad attaccare l’impostazione della coalizione di governo:

La maggioranza che sostiene la Giunta Balconi non ha votato a favore della richiesta di definire “pubblico” l’ospedale di primo livello in zona Adda-Martesana per il quale in Regione Lombardia è stato finanziato uno studio di fattibilità. Una parola importante, non una questione di forma: “pubblico” chiarisce la natura della struttura di cui si discute e il suo ruolo nel garantire a tutte e tutti il diritto alla salute. La Sanità in Lombardia, e in particolare nella nostra Asst Melegnano Martesana, è in profonda difficoltà.

Per Si Può e Cammino Comune la realizzazione di un ospedale di primo livello pubblico è un obiettivo importante e strategico, ma la Sanità territoriale è un’urgenza. Anche nella migliore delle ipotesi, infatti, saranno necessari anni per arrivare alla progettazione, al finanziamento, alla costruzione e all’entrata in funzione di una nuova struttura ospedaliera. Nel frattempo, cosa succede? Cosa si dice a chi oggi non riesce a prenotare una visita in tempi accettabili? Cosa si risponde agli anziani, alle famiglie e alle persone fragili costrette a rinunciare alle cure o a pagarle privatamente? Non si può aspettare i tempi lunghi della costruzione di un ospedale e nel frattempo non assegnare risorse agli ospedali esistenti, né si può evitare di dare realizzazione alla legge che prevede altre strutture rispetto agli ospedali di primo livello per i pazienti subacuti, più vicine ai malati, più diffuse capillarmente.

E’ necessario innanzitutto fare chiarezza sul carattere pubblico del futuro ospedale e, allo stesso tempo, indicare quali interventi si intendano realizzare per affrontare i bisogni sanitari di oggi.
Durante il consiglio abbiamo provato fino all’ultimo, mossi da spirito propositivo, a convergere su un testo unitario con la maggioranza, ma ciò è risultato impossibile, per la mancanza di volontà, da parte del sindaco e della destra, di mediare su una posizione che tenesse conto delle sensibilità di tutti. Oggi, dopo lo svolgimento del Consiglio Comunale, comprendiamo che l’interesse vero, da parte della destra in Amministrazione, è mettere un “cappello politico” al tema della Sanità in Martesana
e accodarsi alla “battaglia” sull’ospedale di primo livello. La zona della Martesana, ha bisogno di risposte oggi, non tra vent’anni.

 

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