Protesta di molti cittadini di Cernusco sul Naviglio contro sosta selvaggia e manovre pericolose nelle ore serali rendono alta la probabilità di essere coinvolti in un incidente. La questione riguarda via Mazzini, una zona dimenticata, dove i pedoni sono costretti a scendere dal marciapiede e a camminare in mezzo alla strada, tra le auto in transito.
“Il Far west del traffico”
Quando i locali della zona sono affollati, le automobili vengono parcheggiate ovunque: marciapiedi, aree pedonali e spazi che dovrebbero essere destinati esclusivamente al passaggio dei pedoni. C’è stato anche il caso di un camioncino parcheggiato in modo da impedire il passaggio dell’utenza debole. E c’è stato anche di peggio: una ruspa lasciata in sosta su un marciapiede.
Così una lettrice della Gazzetta della Martesana:
Mi ha costretto a scendere dal marciapiede e camminare in mezzo alla strada, con le automobili che transitano normalmente sulla carreggiata. La domanda è semplice: un pedone deve davvero rischiare di essere investito perché non può più utilizzare il marciapiede?
“Serve che l’Amministrazione intervenga”
La protesta, tuttavia, non riguarda solamente l’inciviltà umana, ma anche il mancato intervento dell’Amministrazione. Ancora la cittadina:
Non ci sono percorsi ciclabili adeguati, non ci sono marciapiedi che permettano di raggiungere il centro in maniera diretta e sicura e, in diversi punti, la manutenzione lascia molto a desiderare. I cittadini che vogliono raggiungere il centro a piedi sono spesso costretti a fare percorsi molto più lunghi. Eppure è una zona tutt’altro che secondaria: ogni giorno vi transitano migliaia di automobili, comprese quelle di moltissime persone che attraversano Cernusco per recarsi al lavoro. È una delle immagini della città che migliaia di persone vedono quotidianamente.
C’entra l’area ex Garzanti
In realtà la questione è da tempo nei piani delle diverse Amministrazioni che si sono susseguite a Villa Greppi e anche in quelli dell’attuale, tanto che a luglio la sindaca Paola Colombo, in sede di approvazione del Documento unico di programmazione, ha indicato la realizzazione della passerella ciclopedonale che superi il Naviglio e la metropolitana in via Mazzini come una delle priorità del suo mandato.
Il problema è la tempistica. Come nel caso di via Torino, la realizzazione della ciclopedonale è legata alla realizzazione dei piani di lottizzazione nelle aree industriali dismesse, cosa che ha portato a riqualificare in alcuni anni tutto l’asse viario che porta a Pioltello e alla Sp103. Nel caso di via Mazzini, però, il progetto è legato alla questione dell’ex Garzanti, una partita decisamente più complicata da risolvere.
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