L’Amministrazione di Basiano fa marcia indietro. E dal perimetro che entrerà a far parte del Parco Pane sarà escluso l’abitato. Ad annunciare il passo indietro del Comune è stato lo stesso sindaco Stefania Solcia.
“Aggiornamento della planimetria”
A seguito della delibera di atto di indirizzo che porterà il Parco Pane a diventare parco regionale, sono emerse alcune considerazioni e suggerimenti. Sulla base degli approfondimenti svolti con i tecnici e insieme a un consigliere di minoranza, si è ritenuto di proporre a stretto giro al Consiglio comunale un aggiornamento della planimetria dei confini del parco, dalla quale verrà escluso l’attuale abitato. I tempi tecnici ci sono tutti. La trasformazione del Parco Pane in parco regionale si inserisce in un preciso indirizzo di Regione Lombardia volto a promuovere e incentivare la trasformazione dei Plis in parchi regionali, destinando specifiche risorse economiche per rafforzare la tutela ambientale, rendere i parchi più solidi dal punto di vista gestionale e dotarli di maggiori strumenti di pianificazione.
ha spiegato il primo cittadino
Le polemiche sui terreni inglobati
Nei giorni successivi all’approvazione del nuovo perimetro del Pane sul territorio di Basiano, dove la superficie del parco è stata quasi raddoppiata, non erano mancate le polemiche e le prese di posizione da parte dell’opposizione, che aveva criticato a gran voce la scelta operata dalla maggioranza. Non tanto per la scelta di allargare l’area soggetta al parco, ma per aver inserito anche zone dove sono presenti abitazioni.
Siamo favorevoli alla tutela del territorio, alla salvaguardia delle aree verdi e alla valorizzazione ambientale del nostro Comune. Ma tutelare il territorio non significa necessariamente far ricadere all’interno del perimetro del futuro Parco anche abitazioni private già esistenti. In particolare, alcune delle aree individuate, soprattutto quelle prospicienti via Porta e via Manzoni, comprendono al loro interno fabbricati a uso abitativo.
aveva osservato in prima battuta il leader dell’opposizione Riccardo Melias
Il nodo delle abitazioni
Secondo Melias la scelta di far ricadere queste aree all’interno del parco avrebbe rischiato di creare, per i proprietari, nuove grandi difficoltà e maggiori adempimenti in occasione di futuri interventi sulle abitazioni.
Perché includere le abitazioni esistenti quando sarebbe stato possibile tutelare le aree verdi lasciando fuori le case? Sarebbe infatti stato sufficiente arretrare il perimetro del Parco di alcune decine di metri rispetto all’asse stradale, così da escludere gli edifici e le relative pertinenze, mantenendo comunque all’interno del Parco le aree agricole e naturali.
Si era chiesto il capogruppo Centrodestra per Basiano
Gli attacchi alla maggioranza
Le critiche di Melias all’operato della maggioranza si erano fatte più pungenti nei giorni successivi.
Di fronte a una proposta che arriva a comprendere nel perimetro del futuro parco regionale anche abitazioni private già esistenti, la domanda è inevitabile: come possono il sindaco e la sua Giunta ritenere opportuno portare in Consiglio comunale una scelta di questo tipo e chiedere alla propria maggioranza di approvarla senza prima averne approfondito fino in fondo le possibili conseguenze per i cittadini e per il territorio? E viene spontanea anche un’altra domanda: perché, proprio in questo caso, non si è scelto quel dibattito ampio, inclusivo e partecipato che la sinistra richiama così spesso come proprio metodo politico? Evidentemente la partecipazione dei cittadini è un principio irrinunciabile, ma non in tutte le occasioni.
Ma non solo perché Melias ha sottolineato come, ancora una volta, sia stata la minoranza ad aver notato un problema.
Duole constatare che anche in questa occasione sia la minoranza a sollevare il problema di una decisione scellerata del sindaco e della sua maggioranza . La cosa più grave è che per l’ennesima volta i consiglieri di maggioranza non hanno compreso la gravità e i possibili danni del loro voto. Auspichiamo che la Giunta si ravveda, annulli la delibera e torni in aula. Siamo favorevoli alla salvaguardia delle aree verdi e alla valorizzazione del nostro territorio, ma non a scapito di cittadini e della comunità nel suo insieme.
ha osservato
Sulla questione era intervenuto anche l’ex assessore e professionista del settore Carlo Pennati, che aveva osservato come la Giunta di Masate si fosse comportata in modo molto più prudente sulla vicenda.
Mentre Basiano ha quasi raddoppiato la superficie che ricade nell’area del Parco Pane, Masate, pur esprimendosi favorevolmente sul passaggio a parco regionale non ha aumentato di un metro quadrato l’area di competenza del parco. Una scelta corretta che consentirà alla Giunta di valutare con calma la questione prima di decidere cosa fare.
ha osservato Pennati che ha osservato come la scelta della maggioranza avrebbe creato dei cittadini di serie A e altri di serie B.
In via Manzoni e in via Porta i proprietari delle case poste su un lato della strada sarebbero stati sottoposti ai vincoli del Parco che avrebbe potuto chiedere, in caso di ristrutturazione, l’uso di materiali particolari o altre prescrizioni, mentre quelli che abitano di fronte avrebbero potuto intervenire sulle loro abitazioni in base alle norme comunali meno restrittive.
Pennati ha anche indicato una questione ben precisa: tra le aree sottoposte ai vincoli del parco ci sarebbe anche quella di Cascina Albrisi, un rudere che fino a oggi non ha mai visto qualcuno interessato al recupero.
Con le regole più restrittive di un parco sarebbe ancora più difficile trovare qualcuno interessato a farlo.
Inoltre, la scelta di ampliare l’area del Pane potrebbe, in futuro, creare problemi anche allo stesso Comune.
Un domani il Parco potrebbe vietare al Comune di realizzare quello che desidera sulle aree di sua proprietà
ha concluso
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