Niente da fare per l’ipotesi di un maxi Data Center in via Guzzina, in un’area a nord della Tangenziale Est, ai confini tra Cologno Monzese e Brugherio e nei pressi dell’istituto scolastico superiore Leonardo da Vinci.
La Giunta guidata dal sindaco Stefano Zanelli ha pronunciato ufficialmente un “no” secco, nei giorni scorsi, a un’istanza di Piano attuativo della società Officine Mak (che si sta già occupando della rigenerazione urbana dell’ex Torriani di corso Roma) e 2C Sviluppo Immobiliare Spa, che prevedeva la realizzazione di un grande Data center da ben 80 Megawatt nell’Ambito di trasformazione 1.
La Giunta di Cologno dice no al Data center (e a 12 milioni)
Una decisione forte, quella dell’Amministrazione comunale, che ha stoppato sul nascere un intervento giudicato del tutto incompatibile con la visione ecologica e urbanistica della città. E che non è stata certo indolore dal punto di vista delle casse di Villa Casati, visto che il “niet” ha compromesso l’ingresso in bilancio, come oneri, di circa 12 milioni di euro.
La questione si inserisce in un periodo di fortissimo dibattito a livello lombardo e locale (ma non solo) sul boom di queste strutture tecnologiche. Proprio a giugno, infatti, Regione Lombardia ha approvato una legge specifica per regolamentare l’insediamento dei centri dati, a testimonianza di quanto il territorio sia al centro degli interessi dei grandi colossi digitali.
Tuttavia il progetto colognese non ha retto il vaglio politico e tecnico dell’Esecutivo cittadino, che ha scelto di difendere con fermezza gli obiettivi di mandato e la pianificazione del Pgt vigente, approvato sul finire della prima Amministrazione Rocchi.
I motivi della bocciatura della proposta

Alla base della bocciatura ci sono motivazioni profonde e dettagliate. Innanzitutto l’area di via Guzzina, adiacente alla sede della televisione commerciale Qvc, non rientra in alcun modo tra quelle dismesse, degradate o contaminate che necessitano di interventi di rigenerazione urbana previsti dalla normativa. A pesare sono soprattutto la sostenibilità e l’impatto ambientale: i Data Center sono strutture altamente energivore e idrovore che operano ventiquattr’ore su ventiquattro, generando consumi massicci e un’impronta climalterante che cozza apertamente con la vicinanza al Plis Est delle Cave e con l’obiettivo del consumo di suolo zero stabilito dalle linee programmatiche di mandato dell’Amministrazione Zanelli.
A far crollare il progetto sono intervenute anche le pesanti criticità emerse dall’esame dei pareri tecnici. Tra queste spiccano l’interferenza diretta con i metanodotti ad alta pressione di Snam Rete Gas, la non conformità acustica per impianti a ciclo continuo rispetto alle classi di zona previste dal piano comunale e la questione urbanistica legata ai locali elettrici, la cui estensione non può essere considerata un semplice volume tecnico accessorio, ma va computata nella superficie lorda.
L’articolo completo sulla Gazzetta della Martesana in edicola a partire da sabato 3 ottobre 2026.
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