Dodici bambini, due maestre e una scuola intera racchiusa in un sottoscala dell’oratorio Paolo VI. Era il 21 settembre 1981 quando a Cernusco sul Naviglio cominciava l’avventura de L’Aurora. Quarantacinque anni dopo gli alunni sono diventati oltre 700, la casa dell’Istituto è in via Buonarroti e quella piccola realtà è cresciuta insieme a generazioni di famiglie. Un anniversario celebrato nelle scorse settimane e che avrà sabato 3 ottobre un altro appuntamento importante.
Una storia cominciata in un sottoscala
Quel primo giorno ad accogliere i dodici bambini furono le maestre Elena Merzaghi e Anna Resteghini. Nel frattempo L’Aurora ha raggiunto i 45 anni e la secondaria di primo grado Vittorio Bachelet ne ha compiuti 40.
Numeri, volti e strutture sono cambiati, ma la Cooperativa continua a essere guidata dalle famiglie. Come ha spiegato la presidentessa Letizia Sanvito, alla base è rimasta la stessa passione educativa che spinse i fondatori a dare vita alla scuola, all’interno di un progetto nato nell’alveo della dottrina sociale della Chiesa cattolica e ispirato alle indicazioni de «Il rischio educativo» di don Luigi Giussani.
Un pellegrinaggio notturno delle famiglie
Le celebrazioni hanno assunto un significato particolare nella notte tra il 19 e il 20 settembre, quando un gruppo è partito a piedi da Cernusco per raggiungere il Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio. Il pellegrinaggio si è concluso con la Messa e con il rinnovo dell’affidamento dell’opera alla Madonna, una cui effigie è stata inglobata nelle fondamenta dell’edificio. Un pensiero è stato rivolto pure a chi ha condiviso questa lunga avventura e oggi non c’è più o sta attraversando un momento difficile.
A guidare il pellegrinaggio è stato Matteo Invernizzi. Ed è qui che passato e presente si sono incontrati: nel 1981 era uno dei primi dodici bambini dell’Aurora, oggi è sacerdote e si prepara a partire missionario per il Kenya.
Il 21 settembre, nel giorno esatto del 45esimo anniversario, don Matteo è tornato ancora una volta là dove tutto era cominciato. Davanti alle classi ha riaperto idealmente l’album dei ricordi, raccontando i primi giorni di scuola, le gite, i canti, gli amici e gli insegnanti incontrati lungo un percorso arrivato fino alla scelta del sacerdozio.
Un gigantesco “45” nel cortile
La giornata è proseguita tra giochi e canti con la partecipazione della sindaca Paola Colombo e dell’assessora all’Istruzione Debora Comito, che hanno incontrato gli studenti e augurato loro un buon anno scolastico.
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Poi l’immagine destinata a diventare il simbolo del compleanno: alunni e insegnanti si sono riuniti nel cortile per formare un gigantesco “45” umano.
Le celebrazioni, però, non sono ancora terminate. Sabato 3 ottobre saranno inaugurati i lavori di completamento delle aree esterne, realizzati grazie alle donazioni di famiglie e sostenitori. Nella stessa occasione sarà presentata la ristampa di «Sulle tracce de L’Aurora», volume scritto 25 anni fa dal rettore emerito Rosario Mazzeo, dedicato ai primi vent’anni dell’Istituto e alle ragioni educative che ne hanno accompagnato la nascita.
Sarà pure l’occasione per ascoltare dalla voce dei soci fondatori cosa significò assumersi fino in fondo una responsabilità educativa e compiere, 45 anni fa, una scelta tutt’altro che scontata: non limitarsi a cercare una scuola per i propri figli, ma impegnarsi per crearne una.
Da allora il sottoscala è rimasto nei ricordi, mentre quella prima classe è diventata un istituto da centinaia di studenti. E uno di quei dodici bambini è tornato davanti alle nuove generazioni da sacerdote, prima di partire per una missione in Kenya. Una delle tante immagini che racconta alla perfezione, quanta strada abbia percorso L’Aurora in questi 45 anni ricchi di emozioni.
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