She Plays

Il calcio è uno sport di tutti e per tutti, lo insegnano gli studenti del Machiavelli

Per il sesto anno consecutivo la ripresa delle attività scolastiche dell’istituto Machiavelli di Pioltello comincia nel segno della solidarietà e dell’inclusione con il progetto in collaborazione con Play2Give

Il calcio è uno sport di tutti e per tutti, lo insegnano gli studenti del Machiavelli

Per il sesto anno consecutivo la ripresa delle attività scolastiche dell’istituto Machiavelli comincia nel segno della solidarietà e dell’inclusione. Anche quest’anno, infatti, è andato in scena «She plays», il progetto di calcio inclusivo realizzato in collaborazione con l’associazione Play2Give.

Calcio integrato al Machiavelli

Lo scorso mercoledì mattina una cinquantina di squadre miste composte da studenti e studentesse si sono affrontate in sfide di calcio a tre sul campo del centro sportivo di via Piemonte. Ad aprire la mattinata Michele Michelazzo di Play2 Give, che ha fatto sottoscrivere alla dirigente scolastica Pamela D’Antico e alla sindaca Ivonne Cosciotti il manifesto del calcio inclusivo.

Da quasi 10 anni portiamo avanti questo progetto di sport non competitivo che propone il calcio come momento di incontro tra persone – ha spiegato – Siamo stati nelle carceri, negli ospedali, nelle scuole e nei campi di periferia. Il Machiavelli e la città di Pioltello, che ci ospitano e sostengono da sei anni, sono i primi a sottoscrivere questo manifesto, in una sorta di laboratorio sociale dell’inclusione.

Sport, divertimento, ma non solo. Durante la mattinata, infatti, agli studenti sono stati sottoposti a dei test realizzati da una psicologa sull’esperienza appena vissuta, che ha fatto seguito a un dibattito sui temi dell’inclusione e del rapporto uomo – donna.

Il rispetto nel gioco, ma non solo

Argomento, questo, che è stato trattato anche dalla sindaca Cosciotti che, come ogni anno, si è rivolta direttamente agli studenti nel suo intervento introduttivo:

Il rispetto è alla base dello sport ed è qualcosa che non può essere negoziato – ha detto – Il rispetto va preteso e allo stesso tempo riconosciuto, non per un’imposizione di potere, ma perché riconosciamo il valore della diversità in noi e negli altri. E mi rivolgo specialmente alle ragazze: il rispetto va preteso anche nelle relazioni, perché senza rispetto non può esistere amore e su questo aspetto c’è ancora tanto da lavorare.

La preside, d’altro canto, ha voluto ringraziare i docenti di Scienze motorie e la responsabile del progetto, la professoressa Elena Ravanelli, che anche quest’anno hanno permesso agli studenti di vivere una lezione di educazione civica sul campo.

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