Dopo un arrivederci che porta tristezza, ecco un benvenuto che dà gioia. Ieri, domenica 27 settembre 2026, la comunità pastorale San Francesco ha ufficialmente accolto don Paolo Macchi, il nuovo vicario parrocchiale e responsabile della pastorale giovanile.
Il benvenuto ufficiale al nuovo don
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Un passaggio formale visto che il giovane sacerdote era «operativo» in città già da giugno, un lungo passaggio di consegne con il predecessore, don Davide Mobiglia, di fatto terminato a fine agosto. In occasione della quinta edizione di Melzo Incontra, però, si è voluto festeggiare il suo arrivo in città dedicandogli una giornata tra chiesa e oratorio.
Alla mattina, infatti, si è tenuta la Messa concelebrata insieme ai sacerdoti melzesi, con in prima fila le autorità cittadine e i familiari di don Paolo. E’ stata anche l’occasione per la Professione di Fede degli adolescenti e la Promessa per i ragazzi di seconda e terza media.
Quando ho ricevuto la telefonata del vicario che mi diceva “se ti tolgo don Davide, che mi dici?” – ha raccontato il prevosto don Renato Fantoni con il sorriso – Gli ho risposto di mandarci qualcuno. Quando la notizia dell’arrivo di don Paolo è stata ufficiale, abbiamo pregato molto per lui. Come comunità abbiamo deciso di donarti un Crocifisso fatto a mano, affinché ti ricordi sempre la bellezza del dono senza riserve, come ha fatto il Signore che ha donato tutto se stesso per noi.
La forza della Fede per superare le fatiche della vita
Per non essere tradito dall’emozione, don Paolo ha letto la sua omelia davanti alla chiesa piena, raccontando come in questi primi mesi a Melzo abbia incontrato tante persone, dai più ai meno giovani, ascoltando le loro parole e un diffuso sentimento di fatica e smarrimento, riassumibile nella frase scelta per la quinta edizione di Melzo Incontra.
In tanti mi avete detto, “don non ci sto dentro” e questo mi ha fatto pensare molto – ha detto il giovane sacerdote, classe 1999 – Mi sono interrogato anche sulle responsabilità che mi aspettano, sulle tante cose da tenere a mente e da fare e anche io ho avuto la tentazione di dire “non ci sto dentro”. Ma la risposta ce la dà il Signore stesso e lo fa attraverso questi ragazzi che oggi fanno la loro Professione di Fede: ci dice che la forza sta nel credere in Dio che ha scelto di rivelarsi a noi.
Il benvenuto della città
Al termine della funzione ha preso la parola anche il sindaco Antonio Fusè che, a nome della città, ha dato il benvenuto al novello sacerdote in una comunità che “sa essere accogliente, aperta all’altro e pronta a impegnarsi nel volontariato e nella condivisione – ha detto il primo cittadino – Siamo sicuri che metterai a disposizione di Melzo il tuo entusiasmo, la tua sensibilità e la tua freschezza”.
Dopo il pranzo comunitario al centro interparrocchiale, la nuova casa di don Paolo, spazio a un pomeriggio di giochi e divertimento con una grande caccia al tesoro che ha valicato i confini dell’oratorio. Un segno e un messaggio di una comunità che vuole sempre più aprirsi per mostrare la bellezza dell’incontro con il Signore.
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