Nell’ambito del processo di Valutazione d’impatto ambientale (Via) dell’area di laminazione per prevenire le piene del torrente Molgora nel territorio dei comuni di Bussero, Gorgonzola e Pessano con Bornago, anche l’Osservatorio per la tutela del suolo e del paesaggio nel Nord-Est milanese ha voluto studiare il progetto ed esprimersi con alcune osservazioni in merito al progetto promosso da Regione Lombardia e Consorzio Est Ticino Villoresi.
Vasca di laminazione sul Molgora, i punti dell’Osservatorio
Il progetto nasce da un lunghissimo percorso che negli anni ha portato a diverse proposte di soluzione, che non hanno mai visto la luce. Quest’ultima versione del progetto nasce con l’intento di ridurre l’impatto della precedente versione, del 2019.
Tuttavia, già in fase di conferenza dei servizi tra i vari enti coinvolti, il Plis – Parco Agricolo Nord Est, nel cui perimetro ricade l’area individuata nel comune di Bussero, aveva già sollevato forti perplessità sull’impatto ambientale del progetto. Da qui la nostra decisione di presentare alcune osservazioni.
Hanno fatto sapere dall’Osservatorio per la tutela del suolo.
I punti contestati
- Analisi delle alternative: nel progetto non vengono considerate alternative che non si limitino alle opere strutturali ma che diano spazio alle capacità naturali di laminazione del bacino del torrente. È stata ridotta l’altezza della collina artificiale dal progetto precedente, prevista come elemento necessario per la destinazione delle terre scavate in cantiere, onde evitare maggiore traffico. Ma se l’intervento venisse riprogettato in modo ancor meno impattante, si potrebbe ridurre ulteriormente o eliminare. Inoltre, nel progetto si precisa che l’intervento in sè non sarà risultivo senza la realizzazione di ulteriori interventi, teoricamente, previsti a monte del corso d’acqua nell’area di Carnate. Nel progetto però non si specifica oltre, infatti non sono presentati scenari relativi questi altri interventi, né si prospettano i tempi di realizzazione degli stessi, al fine di valutare la reale necessità dell’intervento di Bussero.
- Conservazione della biodiversità: la trasformazione riguarda un’area complessiva di 42 ettari che, anche se ripristinati, non avrebbero le caratteristiche precedenti. Il tratto di torrente interessato riveste particolare importanza per la nidificazione del Martin Pescatore e presenti specie floristiche protette, caratteristiche che andrebbero distrutte con la modifica del tracciato dell’alveo. Nella fase del cantiere è previsto il taglio di quasi 6 ettari di bosco maturo, che dovrebbe poi essere rimpiazzato da nuovi impianti, che non potranno però fornire gli stessi servizi ecosistemici se non fra molti anni.
- Insufficiente visione del futuro: il progetto evidenzia la perdita temporanea di servizi ecosistemici durante l’attività di cantiere e il tempo immediatamente successivo. Tuttavia questi servizi persi non sono quantificati né economicamente né temporalmente. Non sono stati considerati scenari futuri, motivati dal riscaldamento globale, che prevedano eventi estremi più frequenti ed intensi di quelli attuali. La relazione geologica del progetto evidenzia aree ad elevata permeabilità; questo potrebbe portare durante le piene ad infiltrazioni di inquinanti nelle aree sotterranee.
- Coerenza con la Nature Restoration Law: il Regolamento Europeo prevede la rimozione di barriere artificiali obsolete e aree di rinaturalizzazione dei fiumi; il progetto non valuta la coerenza dell’intervento con quanto previsto dall’Unione Europea.
Le osservazioni sono state presentate in sede di Via e si attende ora il riscontro da parte degli organi che hanno disposto il progetto.
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