EMOZIONI IN MUSICA

Mario e Matteo Verga, da Vignate una canzone per riabbracciare chi non c’è più

Dopo il trionfo a «Io Canto Family» padre e figlio lanciano il primo singolo «La fine del mondo»: nel videoclip Mario torna bambino e ritrova nonna Maria, la donna che gli insegnò a credere nella musica e nei suoi sogni

Mario e Matteo Verga, da Vignate una canzone per riabbracciare chi non c’è più

A Vignate, per qualche istante, il tempo è tornato indietro. Un tuffo nel passato nei ricordi e profumi di casa, quando Mario era ancora bambino: accanto a lui è ricomparsa l’amata nonna Maria, colei che nei momenti più difficili gli aveva insegnato a credere in sé stesso e nella musica. Lei oggi non c’è più, ma una canzone è riuscita a rimettere nello stesso racconto ciò che la vita aveva separato.

Il primo singolo dopo il trionfo a «Io Canto Family»

È questo il cuore di «La fine del mondo», il primo singolo di Mario Verga e Matteo Verga dopo il trionfo a «Io Canto Family», disponibile dalla mezzanotte del 2 ottobre sulle piattaforme digitali, mentre dalle 14 sarà pubblicato il videoclip su YouTube.

Nel frattempo quella vittoria non è rimasta soltanto un ricordo: sono arrivate ospitate televisive e radiofoniche, contest in Martesana e in altre regioni e incontri destinati a lasciare il segno. Matteo ha potuto intensificare lo studio della musica, avvicinandosi pure a uno strumento e acquistando, come ha raccontato lui stesso, maggiore sicurezza.

Tra le persone che hanno continuato a seguire padre e figlio c’è Daniele Benigna. Dopo aver perso il padre ha scritto di getto, in una sola notte, una canzone nata quasi come un dialogo con il padre. La composizione porta le firme di William Vitali e dello stesso Mario.

La prima volta che l’ho ascoltata mi sono davvero emozionato, fin dal primo momento. L’abbiamo sentita subito nostra. Parla di quanto sia importante per un figlio avere il sostegno del padre e, allo stesso tempo, per un padre trovare forza nel proprio figlio. È un brano che abbiamo sentito immediatamente vicino alla nostra storia

ha raccontato Mario.

Vignate diventa il set del videoclip: da Cascina Camera all’Istituto Levi

Per dare un volto a quelle parole hanno scelto luoghi capaci di parlare di casa. Il videoclip del filmmaker Brace Beltempo è stato girato tra Varigotti, MultiSet Milano e soprattutto Vignate, con riprese a Cascina Camera, grazie alla disponibilità della famiglia Camera, e all’Istituto Carlo Levi.

Davanti alla telecamera si sono messi in gioco gli alunni delle medie Davide Cirino, Maicol Simeti, Christian Sinopoli, Lorenzo Battista, Pietro Toscano e Jodan Mwaniki, compagno di classe di Matteo, che hanno mostrato talento e creatività davanti all’obiettivo.

È nelle scene più intime, però, che realtà e finzione hanno quasi smesso di avere un confine. Danilo Battista ha interpretato Mario da bambino, mentre Rita Pollari ha vestito i panni di nonna Maria. Proprio quella nonna che, quando il bullismo aveva fatto credere a Mario di valere meno degli altri, lo aveva spronato a non arrendersi e a continuare a inseguire la propria passione per la musica.

Girare il videoclip è stato bellissimo, abbiamo riso e scherzato. Ma quando poi l’abbiamo visto finito ci siamo emozionati. Io un po’ tanto, anzi ho pianto tantissimo. Il testo significa davvero molto per me e la prima volta che ho ascoltato la canzone mi è piaciuta tantissimo

ha confidato Matteo.

Il ringraziamento speciale alla moglie Giulia

Le porte della Carlo Levi si sono aperte grazie al sindaco Diego Boscaro, all’assessore Margherita Sartori, al dirigente scolastico Giuseppe Pipitone e alla vicepreside Silvia Tartara. Alla post-produzione hanno lavorato Beltempo e Laura Pronestì, quest’ultima assistente di produzione insieme a Sara Albegiani.

Un pensiero particolare Mario lo ha riservato alla moglie Giulia Russo.

Devo farle un ringraziamento speciale. Ormai è diventata la nostra manager e in quest’ultimo anno ci ha supportato in tutta la parte organizzativa e burocratica, gestendo la nostra agenda, gli appuntamenti, le emittenti televisive e le ospitate in giro per l’Italia

ha sottolineato Mario.

Russo ha invece affidato alle parole il significato che spera possa arrivare a chi ascolterà la canzone.

Spero davvero che questo brano riesca a far capire l’essenza del rapporto tra un padre e un figlio. Bisogna viversi finché ci siamo, sostenere i sogni dei propri figli e, dall’altra parte, imparare a parlare e ad ascoltarsi di più. Un sogno va inseguito a prescindere da quello che dice la gente. Il dialogo per noi è stato fondamentale e ci ha portati fino a tutto questo

«La fine del mondo» viene così prima degli ascolti e di qualsiasi risultato. Per Mario e Matteo è una pagina della loro vita che resterà, qualunque strada prenderà da qui in avanti. Perché dentro quelle immagini ha trovato posto persino chi non poteva più essere davanti alla telecamera.

Nonna Maria non ha potuto ascoltare quella canzone, né vedere fin dove è arrivato quel bambino che aveva spinto a credere nella musica. Ma sicuramente, se fosse stata lì, avrebbe sorriso guardando Mario cantare accanto a suo figlio. E la sua voce sarebbe diventata una nota in più, capace di accompagnare la magia di un sogno che, in fondo, era cominciato anche grazie a lei.

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