Il fumo dal vano motore, la Ligier ferma a bordo pista e il cronometro che continuava a correre inesorabile. Per qualche interminabile momento il titolo europeo è sembrato allontanarsi proprio nell’ultima gara.
Dal 18 al 20 settembre, sul circuito di Barcellona, si è deciso il destino della Not Only Motorsport di Vignate. Poi il motore della numero 114 è tornato a rombare. E con lui è ripartito il sogno del team, che al termine di una finale tutta in salita ha conquistato il titolo TCE-TCX 2026 della Michelin 24H Series European Series.
Dalla pole all’incendio, poi la rimonta
La squadra, guidata dalla presidentessa Simona Del Plavignano e dal direttore tecnico Luca Giovannelli, si era presentata all’ultimo appuntamento da leader del campionato e aveva iniziato il weekend nel migliore dei modi, conquistando la pole di classe.
Poi lo scenario è cambiato. Un incendio nel vano motore, altri problemi tecnici e diverse soste non programmate hanno fatto perdere giri preziosi. Mentre la vettura era ferma, nel box è cominciata un’altra gara: individuare i guasti, intervenire sotto pressione e restituire il prima possibile la Ligier ai piloti.
La JS2 R numero 114 è riuscita a tornare in pista e a risalire fino alla top 3 di classe. Quanto bastava per difendere il vantaggio costruito negli appuntamenti di Mugello, Spa-Francorchamps, Paul Ricard e Nürburgring e chiudere la stagione al primo posto con 162 punti.
Del Plavignano ha racchiuso nelle sue parole il peso di un risultato costruito durante un’intera stagione:
Fa effetto poter dire “campioni europei”, perché dentro questo titolo c’è molto più di una classifica. Ci sono ore in officina, problemi da risolvere e interventi fatti sotto pressione. Barcellona è stata una prova vera: non tutto è andato come previsto, ma la squadra ha reagito e ha portato fino in fondo il lavoro costruito durante tutta la stagione.
Un titolo costruito dagli allievi dell’Academy
Dietro il traguardo europeo c’è una caratteristica che rende particolare il percorso della squadra: l’intero staff è composto dagli allievi dell’Academy. La pista è diventata così il banco di prova più concreto della formazione, dove conoscenze tecniche, metodo e capacità di lavorare insieme hanno dovuto misurarsi con gli imprevisti di una vera gara endurance.
Al volante si sono alternati Gino Rocchio, appena 16 anni e pilota più giovane dell’intero campionato, Filippo Tornaghi, Nathan Huet e Giacomo Pollini.
In direzione, insieme a Del Plavignano e Giovannelli, hanno lavorato Carlo Moroni, Giovanni Dedola e Francesco Tornaghi. A completare il gruppo i tecnici e meccanici Diego Schioppa, Roberto Foletti, William Filippone, Federico Giovannelli, Federico Reani, Leonardo Cagnata, Samuele Fanchi, Linn Filanti, Davide Caraccio e Cosmo Rocchio.
Quando il sogno ha rischiato di spegnersi
La finale doveva essere l’ultimo passo verso il titolo. Si è trasformata nell’ostacolo più difficile dell’intera stagione. La pole, il fumo, le soste forzate, il lavoro frenetico nel box e infine la rincorsa hanno racchiuso in poche ore tutto ciò che una gara di durata può chiedere a una squadra.
Alla fine la classifica ha consegnato a Not Only Motorsport quei 162 punti che valgono il titolo europeo TCE-TCX 2026. Ma più dei numeri resta un’immagine: una macchina immobile mentre il tempo scorre, uomini e ragazzi al lavoro per farla ripartire e, infine, un motore che torna a rombare proprio quando il sogno sembra sul punto di spegnersi.
Questa volta, ad aspettarlo dall’altra parte della bandiera a scacchi, c’era il titolo europeo.
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