Caos totale nella sanità dell’Adda Martesana. A lanciare l’allarme sono i sindacati dopo che ieri, lunedì 22 settembre 2026, i pazienti dell’Ospedale di Comunità di Vaprio d’Adda sono stati trasferiti a Gorgonzola, svuotando di fatto il reparto. Tra le motivazioni che hanno portato a tale scelta, pare ci sia la carenza di personale che non garantirebbe la continuità nell’erogazione del servizio. Questo nonostante Asst Melegnano Martesana abbi appaltato la gestione a una società esterna, il Gruppo San Michele Srl.
Ospedale di comunità di Vaprio nel caos: l’allarme dei sindacati
Nelle ultime ore si rincorrono notizie preoccupanti, tanto per la cittadinanza, quanto per il personale. Lunedì 21 settembre i pazienti degenti presso l’Ospedale di Comunità di Vaprio d’Adda, sono stati trasferiti improvvisamente presso l’ospedale di Gorgonzola. Il reparto resta aperto, ma vuoto, non operativo. Nel mentre, nessuna certezza sul destino delle lavoratrici e dei lavoratori. Continueranno a operare a Vaprio d’Adda? Dovranno trasferirsi altrove? Ad oggi non abbiamo risposte.
Questo l’allarme lanciato da Cgil Milano Funzione Pubblica, che ha diramato un comunicato stampa per segnalare l’anomalia nel servizio di prossimità. Un ospedale di comunità che è entrato in servizio a inizio settembre e che, neanche un mese dopo, si trova già in totale emergenza.
Quello che sta accadendo è gravissimo: è l’ennesimo sfregio alla cittadinanza di questo territorio, che si vede sottrarre un servizio pubblico e affidarlo al privato, per poi ritrovarselo nel limbo dell’apertura senza servizio, un ospedale di Schrödinger, in cui bisogna aprire la porta per conoscerne lo stato: aperto ma non operativo, operativo ma senza personale. Tutto questo in meno di trenta giorni. Il servizio è stato attivato formalmente, con delibera 613, il primo settembre, anche se il personale sembra aver preso effettivamente servizio non prima dell’8 settembre.
Disservizi, mancanza di personale e pure i Carabinieri
Secondo quanto ricostruito da Cgil e denunciato pubblicamente, dall’8 al 21 settembre si sono avvicendate dimissioni, allontanamenti e persino la visita in reparto di una pattuglia dei Carabinieri per garantire il servizio.
Il quadro è desolante, la privatizzazione degli ospedali di comunità che rappresenta, di per sé, una resa del Sistema sanitario nazionale e un arretramento del diritto della cittadinanza alla cura, parte malissimo. In questo circo, a pagare il prezzo dello spettacolo, sono sempre i più deboli: i pazienti che di punto in bianco diventano turisti sanitari, trasferiti in altre strutture e le lavoratrici e i lavoratori della società che si è aggiudicata l’appalto che, proprio in queste ore, vivono l’incertezza di un futuro sconosciuto, senza sapere se e dove saranno collocati, se riceveranno quanto dovuto, quale destino li attende. Se ci fosse ancora qualche scettico convinto che l’affidamento dei servizi al privato sia la risposta a ogni problema del sistema sanitario, eccola, signore e signori, la risposta. La misura è colma. Chiediamo ad Asst Melegnano e Martesana di convocare immediatamente un tavolo con FP CGIL Milano e con l’operatore economico Gruppo San Michele S.r.l., per dare risposte certe a chi lavora e a chi ha diritto a essere curato, non gestito.
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