Mancanza di controlli e agevolazione colposa. Questo quanto contesta la Procura di Milano a Corepla, il Consorzio delle plastiche che offre i propri servizi al 95% dei Comuni italiani. Oggi, mercoledì 16 settembre, la Direzione Investigativa Antimafia di Milano e il Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica con sede a Roma hanno dato esecuzione a un provvedimento di amministrazione giudiziaria emesso dal Tribunale di Milano – Sezione Misure di Prevenzione nei confronti del consorzio attivo su tutto il territorio nazionale nel settore del recupero dei rifiuti di imballaggio in plastica.
Corepla in amministrazione giudiziaria
Il consorzio conta circa 2.500 società consorziate e 7.534 Comuni convenzionati, pari a circa il 95% dei Comuni italiani, e ha dichiarato per il 2025 un volume d’affari di 945 milioni di euro. Il provvedimento assume particolare rilievo in quanto rappresenta la prima applicazione dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’art. 34 del Codice Antimafia fondata sui delitti contro l’ambiente, a seguito dell’entrata in vigore del decreto-legge 8 agosto 2025, n. 116 (c.d. “Decreto Terra dei fuochi”), che ha inserito tali delitti tra quelli che possono legittimare l’adozione della misura.
Tale misura è stata adottata in ragione della ritenuta agevolazione colposa a favore di una società consorziata, sottoposta a procedimento penale per gravi illeciti nella gestione dei rifiuti plastici, riconducibile a condotte omissive dei responsabili del consorzio emerse nell’ambito del citato procedimento penale grazie alle indagini svolte dal 2023 al 2025 dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, su delega della Procura della Repubblica di Milano.
I successivi approfondimenti economico-patrimoniali, delegati dalla Procura della Repubblica al Centro Operativo Dia di Milano per verificare la sussistenza dei presupposti per l’applicazione della speciale misura, hanno consentito di confermare l’esistenza di gravi criticità nella gestione dei rifiuti plastici presso gli impianti della società consorziata.
Una condotta non conforme
In particolare, i responsabili del consorzio avrebbero tenuto condotte ritenute non conformi sia agli ordinari criteri di prudenza e corretta gestione aziendale sia agli specifici obblighi previsti dalla normativa in materia di rifiuti, non ponendo in essere alcuna forma di controllo effettivo ed adeguato al fine di neutralizzare il rischio della gestione illecita in tale settore.
Una condotta valutata con particolare rigore in considerazione dell’elevata qualificazione professionale del consorzio e della rilevanza strategica delle attività svolte attraverso la rete dei centri di stoccaggio e selezione, chiamati a garantire elevati standard di sicurezza ambientale sull’intero territorio nazionale.
Alla luce degli elementi raccolti, il Tribunale di Milano – Sezione Misure di Prevenzione ha disposto l’amministrazione giudiziaria per la durata iniziale di un anno, nominando un Amministratore Giudiziario al quale sono stati attribuiti i poteri di controllo sull’attività d’impresa previsti dal provvedimento.
La misura assume, in questo caso, la funzione di un vero e proprio “tutoraggio” giudiziario, finalizzato a rimuovere le criticità organizzative e gestionali emerse, rafforzare i presidi di controllo e impedire che l’attività del consorzio possa ulteriormente agevolare soggetti economici coinvolti in condotte illecite nel settore ambientale.
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