La gara

Settecento chilometri lungo le cime delle Alpi: la sfida ad alta quota di due atleti cernuschesi

Paolo Dossena e Maurizio Ciantra hanno completato la SwissPeaks Odyssey: nove giorni estremi tra le montagne svizzere, 700 chilometri e 43mila metri di dislivello

Settecento chilometri lungo le cime delle Alpi: la sfida ad alta quota di due atleti cernuschesi

Nove giorni sulle montagne svizzere, oltre 700 chilometri di percorso e circa 43mila metri di dislivello positivo: è la SwissPeaks Odyssey, la sfida affrontata da Paolo Dossena, architetto di 56 anni e Maurizio Ciantra, 55, entrambi di cernuschesi e compagni abituali di gare. Sono partiti in centinaia e sono arrivati in poche decine. Passo deciso, concentrazione e determinazione. Una gara nella quale il cronometro conta, ma non è tutto.

Fatica, ritmi e gestione della corsa

Per nove giorni bisogna gestire fatica, sonno, alimentazione e condizioni meteo. Si corre quando si può, si cammina nei tratti più impegnativi e si dorme dove capita.

Non è proprio una gara, diventa un viaggio. Noi non avevamo l’ambizione di arrivare primi, però volevamo piazzarci con un tempo buono e mantenere la performance.

Ha raccontato Dossena

Il risultato è stato migliore delle aspettative anche dal punto di vista fisico. Cinque chili persi, qualche problema a gambe e piedi, ma nessun infortunio serio.

Sono molto meno stanco di una gara che ho fatto l’anno scorso, da 350 chilometri. È andata molto bene. Sto bene, infatti ho ripreso a lavorare subito. Puoi allenarti quanto vuoi, ma un minimo di problema può far saltare la gara. Il ritmo medio è di circa quattro chilometri all’ora. Ci sono le parti verticali, dove cammini perché non ce la fai fisicamente a correre e le parti dove puoi correre

A scandire la gara ci sono i cancelli orari. Bisogna arrivare entro un determinato tempo per poter proseguire. Alle basi vita si può mangiare, riempire le borracce, fare una doccia e ricevere assistenza da massaggiatori e podologi, ma ogni sosta va dosata. Anche il sonno diventa una variabile decisiva.

Quando eravamo stanchi ci sdraiavamo, puntavamo la sveglia e dormivamo circa un’oretta

Nella seconda parte della gara Dossena e Ciantra hanno dormito complessivamente circa sei ore ogni 24.

Fondamentale anche l’alimentazione:

I soliti gel che servono per una maratona non possono bastare. Settecento chilometri sono tantissimi, quindi devi continuare a mangiare. Lo zaino deve essere leggero, circa 3,5 chili, acqua esclusa. E’ proprio una questione di organizzazione dell’essenzialità. Devi trovare i materiali giusti che ti permettono di affrontare qualsiasi tipo di tempo

Gli incontri e la solidarietà tra atleti

Ma il ricordo più forte, alla fine, non è necessariamente legato alla montagna. Sono le persone incontrate lungo il percorso a lasciare il segno. Con il passare dei giorni il gruppo si assottiglia e gli avversari diventano compagni di viaggio.

Il numero poi si riduce, siamo diventati molto meno della metà. Ci si incrociava quando si poteva e veramente gli avversari diventano famiglia

Dossena ha raccontato di aver aiutato una ragazza norvegese e un concorrente spagnolo che dopo aver battuto il ginocchio stava pensando di ritirarsi

Mi ha detto: non ce la faccio, ho troppo mal di gambe. Gli ho detto: Sei venuto a fare una gara di 700 chilometri e non vorresti avere mal di gambe?

Poi due caramelle e un appuntamento al ristoro successivo. Lo spagnolo ha continuato ed è arrivato al traguardo, dove ha chiesto alla moglie di sposarlo.

Ci ha fatto conoscere la moglie e ha detto: “Senza di loro non sarei mai arrivato”

Il traguardo e il ritorno alla realtà

Questa volta lui e Ciantra sono riusciti ad arrivare insieme. Non era scontato, perché nelle gare più lunghe può capitare che uno dei due abbia un problema e debba fermarsi.

Quando si corre è come vivere in una bolla. Poi la bolla scoppia e si torna a casa, al lavoro, alla routine. Il ritorno alla realtà è dura. E dopo nove giorni lontano dalla quotidianità, qualcosa inevitabilmente rimane. Non so se torno migliore. Sicuramente torno trasformato