Certo, a concorrere al caos c’è prima di tutto la maleducazione e l’assenza di senso civico di alcuni utilizzatori, che lasciano i veicoli a noleggio dove capita: al centro dei marciapiedi, davanti ai passi carrabili e in mezzo all’erba dei parchetti. Tuttavia, sullo sfondo, c’è anche un altro problema, ossia il mancato funzionamento, almeno per ora, della modalità “station-based”, che prevede almeno sulla carta che le bici a pedalata assistita e i monopattini elettrici possano essere lasciati, dopo il noleggio, solo in 40 determinate “stazioni”.
Bici e monopattini in sharing: partenza… disordinata
I primi giorni del servizio di sharing affidato dall’Amministrazione comunale di Cologno Monzese alle società Lime e Dott, avviato il 31 agosto 2026, non sono andati per il verso giusto. E ad ammetterlo, alla luce anche delle diverse segnalazioni social, è stata pure l’assessore alla Transizione ecologica ed energetica Paola Lodato. Che però ha voluto mettere in guardia i classici “leoni da tastiera”.
“Abbiamo introdotto il servizio non con la modalità di libero parcheggio, ma individuando 40 punti di prelievo e consegna in tutta la città – ha spiegato Lodato – Le corse non dovrebbero chiudersi se il mezzo non viene parcheggiato nel punto indicato sulla mappa (riportata nelle App dei due operatori, ndr), con una tolleranza di circa 5 metri”.
Il sistema delle 40 “stazioni” (per ora) fa acqua
Quindi, per stessa ammissione dell’assessore, “qualcosa non sta funzionando”. Da qui la richiesta di un incontro con i responsabili di Lime e Dott, per capire cosa non stia andando per il verso giusto per quanto riguarda la modalità “station-based”.
“Le bici e i monopattini in sharing, però, non si spostano da soli sui marciapiedi, non cadono per magia in mezzo ai passaggi e non si spaccano per autodistruzione – ha aggiunto – Il problema non è mai il mezzo, è chi lo usa senza rispetto. Criticare un servizio di mobilità condivisa solo perché c’è chi lo vandalizza o lo abbandona a caso è come voler abolire le auto perché c’è gente che parcheggia in seconda fila, bloccando il traffico o guida a folle velocità: non ha alcun senso. Il bike sharing è una risorsa enorme per le nostra città perché riduce il traffico e l’inquinamento e offre un’alternativa veloce per spostarsi. Accanirsi in modo provocatorio contro il servizio, invece di condannare chiaramente il mancato rispetto delle regole e l’inciviltà dei singoli, significa fare polemica sterile. Chi poi ci accusa di rubare i soldi, di avere intrallazzi con gli operatori oltre a dire enormi falsità, è perseguibile di querela da parte nostra. Invece di invocare la fine di un servizio utile a migliaia di persone, iniziamo a pretendere il rispetto delle regole da parte di tutti: parcheggiare negli spazi previsti, guidare con testa e trattare i beni comuni come se fossero i nostri. Chi non lo ritiene utile, non lo usi”.
I controlli della Polizia Locale
Intanto l’Amministrazione comunale ha diffuso in settimana i risultati dei controlli eseguiti dalla Polizia Locale sugli utilizzatori dei monopattini, alla luce delle nuove regole introdotte dal Codice della strada. Nell’ultimo mese sono state comminate 146 infrazioni: 71 per circolazione senza casco, 32 per mezzi senza contrassegno (la targa), 22 per assenza di assicurazione, 10 per veicoli con potenza superiore a 1 Kw e caratteristiche tecniche difformi, otto per il trasporto di passeggeri, due per conducenti sotto i 14 anni e una, infine, per circolazione sul marciapiede.
“A seguito delle nuove normative del Codice della strada e dopo un periodo d’informazione preventiva, la Polizia Locale ha iniziato a eseguire controlli sul territorio”, ha chiosato l’assessore alla Sicurezza Alessandro Del Corno, rilanciando i dati pubblicati da Villa Casati.