Ieri mattina, giovedì 10 settembre 2026, l’Amministrazione comunale ha preso parte attiva all’inaugurazione della nuova Microarea di Cologno Monzese, un presidio socio-sanitario di prossimità nato dalla collaborazione tra Municipio, Asst Nord Milano e associazione Salute senza frontiere.
Inaugurata la Microaerea di Cologno Monzese
Il taglio del nastro è arrivato al termine di un periodo di sperimentazione avviato nel luglio 2025, “consolidando un’esperienza che rappresenta uno dei primi esempi in Italia, e il primo in Lombardia, di questo modello di intervento territoriale”, hanno sottolineato, con orgoglio, dall’Amministrazione, presente con una delegazione guidata dal sindaco Stefano Zanelli.
Il servizio attivo nel quartiere di viale Lombardia
La Microarea si trova in viale Lombardia 143 ed è aperta, ad accesso libero, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.
“L’obiettivo è portare salute, prevenzione e supporto sempre più vicino alle persone, intercettando precocemente bisogni e fragilità prima che possano trasformarsi in situazioni più complesse”, hanno aggiunto da Villa Casati.
Come funziona il presidio sanitario
Nella struttura operano un infermiere di famiglia e di comunità di Asst Nord Milano, un assistente sociale referente del Municipio e i volontari di Sasef. Le attività si sviluppano su tre ambiti principali: salute e prevenzione (con controlli, orientamento ai servizi e incontri dedicati) supporto sociale (con accompagnamento alle persone fragili e alle famiglie) e comunità, attraverso momenti di socialità, incontri e iniziative sul territorio.
“La Microarea rappresenta, così, un passo concreto verso una città sempre più policentrica, capace di portare servizi e punti di riferimento direttamente nei quartieri – hanno concluso dall’ente – Un modello che mette al centro prossimità, prevenzione e ascolto, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, sanità pubblica, Terzo settore e cittadini”.
Le parole dei promotori
A intervenire, oltre alle autorità civili e militari (con il tenente dei Carabinieri Antonio Prete), anche i vertici della Asst Nord Milano.
“La nascita della Microarea a Cologno Monzese concretizza e rafforza la nostra visione di sanità territoriale: non più un sistema che attende passivamente il paziente, ma un presidio attivo che va incontro alle persone direttamente sotto casa – ha dichiarato il direttore generale Tommaso Russo – La presenza costante dell’infermiere di famiglia e di comunità, perfettamente integrata con i servizi sociali e con il fondamentale apporto del Terzo settore, ci consente di monitorare la cronicità e intercettare i bisogni di salute fin dal loro primo manifestarsi, evitando che sfocino in situazioni critiche o in ricoveri evitabili. È un modello di prevenzione e presa in carico integrata che avvicina la risposta sanitaria pubblica al tessuto quotidiano della comunità, garantendo continuità assistenziale, equità d’accesso e sicurezza anche e soprattutto per la popolazione più anziana e fragile del quartiere”.
“Portiamo servizi sotto casa”
Dello stesso avviso il primo cittadino colognese:
“Con l’inaugurazione di questo spazio compiamo un passo importante nella direzione di una città sempre più vicina ai suoi quartieri e capace di portare servizi e opportunità direttamente nei luoghi in cui le persone vivono – ha aggiunto Zanelli in fascia tricolore per l’occasione – È questa l’idea di policentricità su cui stiamo lavorando: una Cologno nella quale ogni quartiere possa sentirsi parte pienamente integrata della città e possa contare su presìdi, servizi e punti di riferimento accessibili. La Microarea rappresenta un modello innovativo proprio perché mette al centro la prossimità, l’ascolto e la capacità di intercettare i bisogni prima che si trasformino in situazioni di maggiore difficoltà. Un’attenzione particolarmente importante per le persone più fragili, per gli anziani, per chi vive una condizione di solitudine o incontra maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi. Questo progetto dimostra inoltre quanto sia importante condividere obiettivi e mettere in rete competenze diverse. Comune, Asst Nord Milano e Terzo settore hanno costruito insieme una risposta concreta, unendo servizi sociali, competenze sanitarie e volontariato. È da collaborazioni come questa che possono nascere servizi realmente capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e rafforzare il senso di comunità”.
Importanti sono state anche le parole di Ambrogio Manenti, presidente dell’associazione Salute senza Frontiere:
“L’autentico valore aggiunto della Microarea è la vicinanza reale alle persone – ha osservato – Lavorare su un bacino così circoscritto ci permette di conoscere a fondo i bisogni di ciascuno, intervenendo prima che le difficoltà diventino emergenze. La collaborazione tra settore pubblico e Terzo settore è la chiave per rafforzare la comunità e creare un sistema di mutuo aiuto. Inoltre, le esperienze e gli studi scientifici dimostrano che questo modello funziona: migliora la qualità della vita di chi è più fragile e riduce la pressione sugli ospedali e sui Pronto soccorso, dimostrando che una sanità vicina ai cittadini è anche un utilizzo più efficiente ed efficace delle risorse pubbliche”.
Infine è giunto l’intervento anche di Marco Rossi di Ats Città metropolitana di Milano:
“Il compito dell’Agenzia di tutela della salute è di tutelarla a 360 gradi. Come abbiamo visto, tutela non significa soltanto assistenza e cura, ma anche vicinanza sociale e coesione comunitaria. Per questo, come Ats consideriamo particolarmente importante sostenere tutte le iniziative che promuovono l’integrazione tra sociale e sanitario e che contribuiscono a rendere i servizi accessibili, equi e vicini ai cittadini. Desidero ringraziare l’Asst Nord Milano, il Comune, gli operatori, il volontariato e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto. Il nostro augurio è che questa prima microarea possa diventare un punto di riferimento stabile per il territorio, capace di rafforzare i legami di comunità, favorire la partecipazione dei cittadini e promuovere benessere e inclusione”.