musica e spirito civico

Vignate saluta Argentino Libanore, si spengono le note di una vita

Tra i fondatori di Argento Vivo, aveva compiuto 90 anni lo scorso luglio festeggiando proprio nella sede dell'associazione: il ricordo degli amici e di chi per lui era diventato una seconda famiglia

Vignate saluta Argentino Libanore, si spengono le note di una vita

Con le dita sulla tastiera ha scandito una vita intera. A Vignate Argentino Libanore ha lasciato il ricordo di un uomo dal carattere forte e puntiglioso, ma capace di affezionarsi profondamente alle persone e di farle cantare e ballare con la sua inseparabile musica.

Dalla Giudecca a Vignate, una vita tra lavoro e passioni

Nato il 7 luglio 1936 alla Giudecca, a Venezia, alla fine degli anni Sessanta si era trasferito prima a Pioltello e poi a Vignate, portando con sé i genitori. Imbianchino e decoratore di grande abilità, per anni aveva gestito insieme al fratello un’impresa edile da loro avviata. La precisione era uno dei suoi tratti distintivi: tra i lavori più prestigiosi figurano alcune decorazioni realizzate alla Fenice di Venezia. Prima della pensione aveva svolto alcuni lavori per il Comune, diventando nel tempo un volto e una voce familiari per tanti residenti.

Tra i fondatori di Argento Vivo

Argentino aveva lasciato la propria impronta pure nella storia di Argento Vivo. Era stato tra i primi fondatori dell’associazione vignatese, nata nel 1992 e oggi arrivata a circa 400 tesserati. Quando il sodalizio aveva sede in una cascina, aveva contribuito con ciò che sapeva fare meglio, realizzando un murales sulle sue pareti.

Era un carattere forte, ma una persona sempre affabile. Aveva una grandissima passione per la musica, suonava ai nostri eventi e ha scritto persino delle canzoni. Era un artista completo.

ha ricordato il presidente Aldo Vettori che ha voluto ringraziare anche la dottoressa Cupi che si è sempre presa cura della salute di Argentino.

La tastiera e le serate nei locali milanesi

La musica era l’altra grande costante della sua vita. Con la tastiera aveva animato tantissime serate, organizzando appuntamenti e gare di ballo. Una passione che lo aveva portato in celebri locali milanesi come Parco delle Rose, Splash e Skylab, dove aveva avuto modo di conoscere e frequentare personaggi come Pippo Baudo, Wess e Mino Reitano.

Una dimensione pubblica che conviveva con quella più intima, fatta di rapporti costruiti nel tempo e di affetti diventati quasi familiari.

«Eravamo i suoi due angeli»

A raccontare questo lato di Argentino sono Antonio e Rita. Lei lo aveva conosciuto quarant’anni fa e successivamente ritrovato al centro diurno, dove lui prestava servizio come volontario e lei lavorava. Con l’avanzare dell’età e qualche acciacco, aveva chiesto alla coppia una mano per accompagnarlo alle visite mediche o fare la spesa. Da quei piccoli gesti quotidiani era nato un legame sempre più stretto.

Era diventato uno di famiglia. Passava con noi Natale, Pasqua e le ricorrenze. Amava scherzare e, dopo qualche piccolo litigio, mandava i messaggini con i cuori per chiedere scusa. Diceva sempre che io e mio marito eravamo i suoi due angeli.

ha raccontato Rita.

L’ultimo compleanno insieme agli amici

Il 19 luglio aveva festeggiato i 90 anni da poco compiuti proprio nella sede di Argento Vivo, circondato dagli amici e dalle persone che gli volevano bene. Ed è forse questa l’immagine più dolce con cui ricordarlo: Argentino davanti alla tastiera, le dita sui tasti e intorno le persone di una vita. Un uomo dal carattere deciso, preciso fino all’ultimo dettaglio, capace di chiedere scusa con un cuore sul telefonino e di far ballare gli altri con una canzone. Con la musica nelle dita e gli altri nel cuore.