Burocrazia

C’è l’ok a tornare ma continua la tensione tra Pallavolo Cassina e Comune sull’uso delle palestre

Tra accuse di abusivismo e allenamenti al parco, arriva la replica della sindaca

C’è l’ok a tornare ma continua la tensione tra Pallavolo Cassina e Comune sull’uso delle palestre

È muro contro muro a Cassina de’ Pecchi tra la Giunta comunale e la società Asd Pallavolo Cassina. Una vicenda burocratica sfociata in una dura polemica politica, che ha visto circa 100 atlete dei 250 tesserati (di cui 80 minorenni) costrette ad allenarsi nei parchi pubblici per l’impossibilità di accedere all’impianto dopo la diffida dell’Amministrazione.

La risposta della sindaca Balconi: “Senza concessione manca la sicurezza”

Prima sono arrivati gli attacchi della Pallavolo Cassina che ha accusato il Municipio di ritardi colpevoli. Pronta la replica dell’Amministrazione, che rispedisce al mittente le accuse, sottolineando come settimana scorsa la società abbia utilizzato la palestra senza alcun titolo e quindi senza anche copertura assicurativa.

La sindaca Elisa Balconi ha commentato duramente l’accaduto:

Sono molto dispiaciuta perché in sette anni di mandato non ho mai assistito a un comportamento simile. E’ evidente che qualcuno sta usando gli iscritti delle associazioni sportive come leva politica per i propri scopi: attaccare l’attuale Amministrazione comunale, creare intralcio alle rodate attività messe in campo per la nostra comunità, gettare discredito e scatenare lo scontro polemico.

Utilizzare senza coperture assicurative, in modo quindi abusivo, senza nemmeno comunicarlo al Comune, strutture sportive pubbliche è un fatto gravissimo: mette a rischio prima di tutto la sicurezza degli atleti.

E questo l’Amministrazione comunale non può accettarlo né tantomeno avallarlo: gli atleti possono utilizzare le strutture sportive come è sempre stato, in presenza di tutti i regolari certificati e documenti che garantiscano la sicurezza e il corretto utilizzo degli spazi. Si fa presente quindi che il Volley Cassina ha utilizzato la struttura il 26, il 27 e il 28 agosto senza alcuna autorizzazione (di fatto abusivamente) e addirittura il 26 e 27 agosto senza neppure una comunicazione preventiva.

Fortunatamente non è successo niente, nessuno si è fatto male, non si sono registrati infortuni né inconvenienti, ma l’Amministrazione comunale deve ovviamente vigilare affinché vi siano tutte le coperture e le concessioni formali in regola. Proprio per la sicurezza degli atleti e degli utenti.

Sperando di aver contribuito a fare chiarezza sul tortuoso percorso intrapreso dalla attuale presidenza del Volley Cassina per rapportarsi con l’Amministrazione comunale, percorso che sembra improntato a una precisa strategia politica più che a una reale passione per lo sport, il Comune invita le famiglie a informarsi sempre in prima persona senza dare per vero ciò che viene riferito de relato.

La questione del contratto

La scintilla tra Comune e società era già scoccata nelle scorse settimane a seguito del nuovo regolamento di gestione degli impianti (“Vademecum”), contestato dalle società locali per i pesanti oneri economici richiesti. Dopo due bandi andati vuoti, la Pallavolo Cassina ha infine partecipato alla manifestazione d’interesse d’urgenza di fine agosto, confidando, a quanto riferito dal presidente, in una rassicurazione ottenuta dal Municipio.

A fare da eco è l’assessore allo Sport Fabio Varisco:

Sono a dir poco esterrefatto da quanto accaduto. Fin dalla pubblicazione della prima manifestazione di interessi mi sono messo a disposizione delle società sportive per apportare tutte le modifiche richieste.

Ma non bastava mai. Non partecipare per due volte al bando, ma decidere di farlo alla terza occasione, era evidente che avrebbe comportato un ritardo nella presa di possesso delle strutture sportive.

Sono meravigliato dal fatto che ora si cerchi di dare la colpa all’Amministrazione quando noi abbiamo fatto tutto nei giusti tempi.

Poi ha sollevato dalle responsabilità gli uffici comunali:

Si sottolinea anche che i dirigenti delle società sportive cassinesi per ben due volte, sicuramente mal consigliati, hanno respinto gli schemi di assegnazione proposti, che sono sempre stati accettati fino a quest’anno, mentre il Comune cercava un accordo accogliendone istanze e suggerimenti e ciò ha causato ritardi che si sono riflessi sul normale inizio dell’attività sportiva.

In nessun modo la situazione che si è verificata è attribuibile agli uffici comunali o all’Amministrazione. Nella giornata odierna (giovedì 3 settembre per chi legge, ndr), l’Ufficio Sport ha comunque provveduto a completare l’iter dopo che le società sportive hanno deciso di partecipare al terzo bando per l’assegnazione degli spazi, sostanzialmente identico al secondo che è stato da loro rifiutato.

L’associazione pallavolo Cassina può riprendere fin da subito gli allenamenti in palestra in maniera sicura. Le altre società riceveranno la stessa documentazione nella giornata del 4 settembre.

La controriposta della Pallavolo: Trasparenza e atti ufficiali

Documenti alla mano, il Consiglio Direttivo della società ha replicato alle dichiarazioni dell’amministrazione, definendo le accuse del Comune una “mistificazione dei fatti” per coprire i ritardi della macchina burocratica.

La società ha reso pubblica la copia di una Pec istituzionale, inviata il 28 agosto e protocollata dal Comune lunedì 31 agosto, con la quale si notificava l’utilizzo provvisorio dell’impianto per i raduni della prima squadra di Serie C specificando i giorni e gli orari in cui la palestra è stata utilizzata. Iviata a posteriori ma che riportante la frase: “Come di consueto, fino a quando non saranno ufficializzati gli orari definitivi, sarà mia cura darvi l’effettivo impegno settimanale delle strutture a consuntivo” Sottolineando quindi che quello di presentare a posteriori una tabella che riporti gli effettivi utilizzi sia una consuetudine. Il Direttivo ha così incalzato:

L’Asd Pallavolo Cassina prende atto del comunicato stampa diffuso nel pomeriggio di oggi dall’Amministrazione Comunale. Dispiace constatare che il sindaco Elisa Balconi e l’assessore Fabio Varisco, ormai in evidente affanno per la gestione della vicenda, preferiscano le offese personali e la mistificazione dei fatti piuttosto che ammettere i ritardi e le lacune della propria macchina burocratica. Nel testo, la società notificava espressamente l’utilizzo della palestra nei giorni 26, 27 e 28 agosto per permettere i raduni della prima squadra (Serie C regionale), specificando che l’attività si sarebbe svolta “come di consueto, fino a quando non saranno ufficializzati gli orari definitivi”. Significa che martedì 1 settembre, quando gli uffici hanno ordinato il blitz della Polizia Locale urlando all’abusivismo, l’Amministrazione Comunale aveva già in tasca la nostra comunicazione ufficiale da più di 24 ore. Hanno preferito tacere e mandare i Vigili per costruire a tavolino un finto caso politico.

L’accusa “l’attenzione dei media hanno sbloccato in quattro ore la questione”

È una singolare coincidenza che la determina ufficiale di assegnazione della palestra delle scuole elementari sia stata firmata e trasmessa alla nostra società oggi, 3 settembre, alle 14.30, esattamente poche ore dopo la pubblicazione degli articoli di stampa che denunciavano lo stallo. La mobilitazione della Pallavolo Cassina e l’attenzione dei media hanno sbloccato in quattro ore ciò che il Comune teneva fermo da settimane.

L’Assessore ammette candidamente che il terzo bando da noi accettato era “sostanzialmente identico al secondo”. Questa è la confessione del fallimento del loro dialogo. Il Comune ha tenuto in ostaggio lo sport cittadino per mesi pur di imporre un Vademecum rigido che obbliga i volontari dello sport a pagare gli spurghi fognari delle scuole la mattina e a fare costose perizie fotografiche sui tetti in quota. Abbiamo partecipato alla terza gara solo per senso di responsabilità, per non lasciare a piedi i bambini, ma le storture di quel testo restano.

In merito alle accuse di strumentalizzazione politica sollevate dalla giunta, il Direttivo ha ribadito:

Accusare di “strategia politica” un Consiglio Direttivo composto da 11 professionisti e dirigenti che votano all’unanimità è l’ultimo, debole rifugio di chi non sa rispondere nel merito di fronte ai propri ritardi burocratici. La Pallavolo Cassina fa sport dal 1969, è apolitica e apartitica. I numeri e i costi esorbitanti imposti alle ASD non hanno colore politico.

Verso la ripartenza degli allenamenti

Con la firma dell’atto da parte del Comune, i corsi giovanili della scuola elementare hanno ottenuto l’autorizzazione per tornare a svolgere l’attività al chiuso. La società resta ora in attesa che vengano perfezionati anche i documenti per la tensostruttura di via Trieste, la cui consegna da parte dell’Ufficio Sport è prevista nelle prossime ore per consentire la ripresa completa di tutte le categorie.

Prendiamo atto che da questa sera i nostri corsi giovanili della scuola elementare possono finalmente tornare in palestra grazie alla determina ottenuta a seguito della nostra protesta. Restiamo ora in attesa che domani, come promesso solennemente dal Comune nel suo stesso comunicato, arrivino anche i documenti per le Tensostrutture di Via Trieste per permettere anche a tutte le altre categorie di riprendere l’attività. Noi rispondiamo con le carte, il Comune risponde con la propaganda.