Poco tempo fa la festa per la storica promozione in Serie C. Oggi lo stop agli accessi alla palestra. E’ muro contro muro tra la Pallavolo Cassina e l’Amministrazione dopo che di fatto quest’ultima ha chiuso le porte degli impianti agli allenamenti delle atlete. Così, con la prossima stagione ormai incombente, il presidente Gianluigi De Sanctis è andato su tutte le furie e ha pubblicato un perentorio comunicato.
Il casus belli è di martedì 1 settembre 2026 con il controllo della Polizia Locale mentre dirigenti e tecnici dell’associazione Asd Pallavolo di Cassina de Pecchi, stavano effettuando i necessari sopralluoghi operativi per l’avvio della stagione. Al controllo è seguita però una formale mail di posta elettronica certificata di diffida, inviata dall’Ufficio Sport, in cui si vietava all’associazione l’accesso alla palestra di piazza Unità d’Italia (nella foto).
La società, attiva dal 1969 e realtà storica del paese, è stata costretta quindi a sospendere le attività per motivi di tutela legale e assicurativa. La decisione lascia però nell’immediato 100 atlete (di cui 80 minorenni) senza spazi, che saranno costrette ad allenarsi nei parchi pubblici in vista dell’avvio dei campionati.
Palestra chiusa alla Pallavolo
L’accusa mossa dal Comune è di non avere il titolo con cui poter utilizzare gli spazi:
Si comunica che, ad oggi, la concessione della palestra comunale di Piazza Unità d’Italia non è ancora stata perfezionata e, pertanto, la struttura non può essere utilizzata fino alla conclusione dell’iter amministrativo.
A seguito del rapporto della Polizia Locale del 01/09/2026, è stato rilevato che la struttura è stata comunque utilizzata dalla Vostra Associazione, nonostante la mancata conclusione della concessione.
Si richiama l’attenzione sul fatto che non è possibile l’utilizzo di una struttura comunale in assenza di un valido titolo e che tutte le responsabilità di un eventuale utilizzo non autorizzato sono da ritenersi a totale carico dell’Associazione ivi compresi le eventuali problematiche relative alla copertura assicurativa degli atleti e delle altre persone presenti
Si invita pertanto l’Associazione a non utilizzare la struttura fino al perfezionamento della concessione.
La rabbia della società
Ma il Consiglio direttivo dell’associazione non ci sta e ha immediatamente respinto le accuse di abusivismo, spiegando, anzi, di aver partecipato, nei termini, alla gara d’urgenza pubblicata dal comune su Sintel, pur dopo aver fatto presente i pesanti oneri del nuovo regolamento di gestione:
La Pallavolo Cassina contesta la natura pretestuosa del blocco. Nelle scorse settimane, la società, insieme alla Asd Cm Basket e alla Asd Sds Aecobaleno, aveva sollevato forti critiche sul nuovo regolamento di gestione, che scaricava interamente sulle associazioni di volontariato pesanti oneri economici e strutturali (tra cui spurghi fognari e perizie fotografiche sui tetti) in impianti usati la mattina dalle scuole.
Per senso di responsabilità verso i nostri ragazzi e per non perdere gli spazi, abbiamo accettato di partecipare alla manifestazione d’interesse d’urgenza su Sintel, presentando la nostra domanda nei termini.
La gara è stata espletata, ma ora gli uffici comunali stanno ritardando l’emissione delle determine e la firma delle convenzioni definitive.
Di fatto, la burocrazia del Comune è in ritardo, e la colpa viene scaricata su di noi, trattandoci come abusivi in strutture dove facciamo attività da oltre cinquant’anni
«Colpiti solo noi»
Ciò che l’associazione reputa inaccettabile è la disparità di trattamento messa in atto dall’Ente. Ha denunciato il Direttivo nel comunicato:
Da quanto ci risulta, la Polizia Locale e la diffida formale dell’Ufficio Sport hanno colpito esclusivamente la nostra associazione.
Respingiamo con sdegno questi metodi. Siamo una realtà apolitica e apartitica, e non accettiamo intimidazioni o ritorsioni burocratiche sulla pelle delle nostre atlete.
Per tutelare la totale sicurezza legale e assicurativa dei propri tesserati di fronte alle minacce del Comune, la Pallavolo Cassina ha disposto l’immediata sospensione di tutte le attività all’interno della palestra.
I prossimi passi: l’istanza d’urgenza e la richiesta di un provvedimento “ponte”
Per sbloccare lo stallo, la Pallavolo Cassina ha presentato istanza d’urgenza al Comune basandosi sull’Art. 6 del Regolamento Comunale dello Sport del 2005. La società ha chiesto l’emissione immediata di un’autorizzazione temporanea (una richiesta che tutte le associazioni sportive possono avanzare), fino alla stipula della convenzione definitiva, confermando la piena disponibilità a versare tariffe e cauzioni per evitare il blocco del servizio pubblico.
Contestualmente è stato richiesto l’accesso formale agli atti sul verbale dei vigili.
Rispettiamo la legge e le indicazioni dell’Ufficio Sport, quindi non entreremo in palestra finché non avremo il pezzo di carta firmato, anche se questo arrecherà un danno enorme alla preparazione atletica delle nostre squadre.
Se il meteo lo permetterà, i nostri ragazzi si alleneranno all’aperto nei parchi pubblici. Invitiamo le famiglie e i cittadini a vedere con i propri occhi a cosa è ridotto lo sport a Cassina per colpa della rigidità degli uffici.
Chiediamo al sindaco un intervento immediato per porre fine a questa discriminazione e firmare subito le autorizzazioni temporanee previste dai regolamenti