storia e costituzione

La senatrice Camusso ospite alla festa dell’Anpi Adda Martesana

L’onorevole Susanna Camusso è intervenuta sabato sera a Melzo per parlare delle madri costituenti e della prima volta delle donne al voto nel 1946

La senatrice Camusso ospite alla festa dell’Anpi Adda Martesana

Da giovedì 27 a domenica 30 agosto l’oratorio Sacro Cuore di Melzo si è animato grazie alla festa dell’Anpi Adda Martesana arrivata alla sua 11° edizione. Sabato la serata ha avuto come tema il primo voto delle donne e le discriminazioni di genere in Italia.

Ottanta anni fa il primo voto delle donne

In apertura è intervenuto il segretario provinciale di Anpi Milano Ivano Taietti sottolineando la buona riuscita della manifestazione:

Una festa riuscita, un territorio che dà molto all’Anpi e noi ne siamo consapevoli e felici. La tematica di questo incontro tra di noi è il voto alle donne. Prima di arrivare al voto e alla Costituzione c’è stata la Resistenza e una grossa parte è stata la Resistenza del popolo, e non solo dei partigiani ma di tutto il popolo e soprattutto delle donne. Le donne partigiane hanno combattuto, hanno preso le armi in mani e hanno pensato di decidere ma con un ideale, di fare guerra alla guerra ma pensare alla pace.

Subito dopo la presidente dell’Anpi melzese Demetra Dossi ha invitato sul palco la senatrice Susanna Camusso, parlamentare dal 2022 in quota Pd e già prima donna presidente della Cgil dal 2010 al 2019. Il dibattito è iniziato proprio dalla conquista del suffragio universale femminile nel nostro Paese, avvenuta 80 anni fa in occasione delle elezioni per l’Assemblea Costituente e del referendum tra monarchia e repubblica.

La discriminazione non è scomparsa

Riconoscere il diritto di voto alle donne fu un primo passo per abbattere le diseguaglianze di genere e aprì le porte della partecipazione alla vita pubblica. Vent’anni dopo, nel 1966, alle donne fu riconosciuto l’accesso in Magistratura mentre gli anni Settanta furono quelli delle riforme del divorzio, del diritto di famiglia e dell’interruzione volontaria di gravidanza. Infine fu solo nel 1996 che venne tipizzato il delitto di violenza sessuale come delitto contro la persona: prima infatti lo stupro era considerato un reato contro la moralità pubblica.

Tuttavia ancora oggi nella nostra società esistono numerose diseguaglianze e discriminazioni di genere.

Siamo ancora in una società patriarcale, infatti per garantire il posto alle donne servono delle leggi sulle quote rosa nelle elezioni e nei consigli d’amministrazione. Anche mettere in discussione la legge sull’aborto è un attacco contro la libertà e l’autodeterminazione delle donne. L’unica risposta che è stata data finora è penale: anche riconoscere l’aggravante di femminicidio è un simbolo. Ma serve un cambiamento della cultura per prevenire

ha affermato la senatrice Camusso.