Il botta e risposta

Niente patrocinio al Pride, il sindaco replica alle accuse: “Non condividiamo la piattaforma politica e proteste strumentali”

Il primo cittadino di Brugherio Roberto Assi non ha nascosto il fastidio per l'affondo dell'associazione Brianza oltre l'arcobaleno

Niente patrocinio al Pride, il sindaco replica alle accuse: “Non condividiamo la piattaforma politica e proteste strumentali”

Cologno Monzese ha deciso di concedere il patrocinio all’imminente nuova edizione del Brianza Pride. Brugherio, invece, no. E l’associazione Brianza oltre l’arcobaleno che organizza la manifestazione Lgbtqia+ ha replicato con un duro comunicato.

Brianza Pride: botta e risposta sul mancato patrocinio

Il sindaco brugherese Roberto Assi non ha preso bene le affermazioni del sodalizio. “Pur riconoscendo la libertà di espressione e l’alto valore della partecipazione democratica dei cittadini”, l’Amministrazione ha ritenuto “opportuno mantenere una posizione di neutralità con riguardo alla partecipazione istituzionale dell’ente a manifestazioni che, per la natura delle tematiche trattate e per le modalità di svolgimento, sono caratterizzate da una forte connotazione afferente alla sfera del dibattito politico, amministrativo e sociale”, hanno spiegato dalla Giunta, nell’ambito della delibera con la quale, nei giorni scorsi, è stato negato il patrocinio.

Cosa aveva evidenziato la Giunta brugherese

Ma il mancato riconoscimento da parte di Villa Fiorita non mette in forse, a livello tecnico, lo svolgimento della manifestazione.

“Il diniego non inficia in alcun modo il suo svolgimento, garantito dai principi costituzionali, e assoggettato unicamente al rispetto della legge, dei regolamenti, delle procedure autorizzatorie, nonché alla tutela dell’ordine pubblico e del buon costume, escludendo unicamente l’apposizione del logo e del nome dell’ente sulle comunicazioni dell’evento”, aveva concluso l’Esecutivo.

La dura e indigesta protesta degli organizzatori

Affermazioni posate, quelle del Municipio.

Se non fosse stato per la nota di Brianza oltre l’arcobaleno diffusa martedì 25 agosto 2026, che il primo cittadino non ha esitato a definire strumentale e scorretta. Nei modi, nei toni e nei contenuti, visto che nel “calderone” è stato infilato un po’ di tutto, pure Pedemontana…

“Naturalmente il Comune di Brugherio non è neutrale di fronte alla tutela dell’infanzia, alla pedofilia, alla memoria della Shoah, alle discriminazioni o alla dignità della persona. E nessun passaggio della nostra deliberazione afferma qualcosa di simile – ha sottolineato Assi – Brugherio dedica da anni grande attenzione alla memoria e alla sua trasmissione alle nuove generazioni, così come alla tutela dell’infanzia e dei minori, attraverso politiche, servizi e iniziative concrete. Non abbiamo bisogno di aderire a un manifesto politico per affermare principi che appartengono già al patrimonio civile e istituzionale della nostra città”.

Il sindaco Roberto Assi non ci sta

Il punto, ha aggiunto il sindaco, è un altro.

“Il documento sottoposto al Comune (da Brianza oltre l’arcobaleno per chiedere il patrocinio, ndr) è definito dagli stessi organizzatori ‘Manifesto Politico e Programmatico’ e, accanto a temi di indubbio valore civile e sociale, assume precise posizioni su questioni politiche, legislative e amministrative oggetto di un legittimo e talvolta acceso confronto pubblico. Si chiede, per esempio, l’abrogazione della normativa sulla gestazione per altri e l’introduzione della cosiddetta ‘gestazione solidale ed etica’, cioè una forma di gestazione per altri senza compenso alla donna gestante. Si propone inoltre di ‘sbloccare’ l’utilizzo della triptorelina e di altri farmaci sospensori nei percorsi di transizione degli adolescenti, medicinali che hanno come effetto, fra gli altri, la sospensione temporanea dello sviluppo puberale. Queste cose vengono scritte nello stesso articolo che si occupa della tutela dell’infanzia. Il Manifesto esprime poi una netta contrarietà alla Pedemontana, chiedendo alle Amministrazioni comunali di aderire ai ricorsi contro l’opera, oltre ad assumere posizioni su altri temi educativi, sociali, legislativi e di politica internazionale”.

Per Assi, la libertà d’opinione non può spingere Boa a pretendere che un’Amministrazione sposi in toto l’intero Manifesto.

“Sono tutte posizioni che gli organizzatori hanno ogni diritto di sostenere, ma non possono essere trasformate indistintamente in ‘diritti fondamentali’, facendo discendere da ciò l’idea che non aderirvi significhi essere neutrali davanti alle discriminazioni o alla dignità umana. Il patrocinio non si concede a singoli capoversi scegliendo quelli sui quali siamo tutti d’accordo: riguarda un’iniziativa nel suo complesso e rappresenta una forma di riconoscimento e di adesione istituzionale. Concederlo avrebbe dunque significato associare il Comune non soltanto al contrasto delle discriminazioni, che certamente condividiamo, ma all’intera piattaforma politica proposta. Il dissenso su una proposta politica non può essere trasformato in disinteresse verso i diritti fondamentali. Anche saper distinguere le due cose appartiene alla cultura del pluralismo e auspichiamo che nessun organizzatore ambisca a detenere l’esclusiva rappresentanza dei diritti dell’umanità”.

“Non confondiamo il diniego con altro”

Tra l’altro non è la prima volta che l’Amministrazione Assi nega il patrocinio a un’iniziativa ritenuta politicamente connotata.

“È invece la prima volta che registriamo una reazione di questo genere, nella quale un diniego viene utilizzato per attribuire all’Amministrazione posizioni che non ha mai espresso – ha concluso il primo cittadino – Questa strumentalizzazione non aiuta il confronto, soprattutto su temi che meriterebbero misura e rispetto reciproco.
Il Brianza Pride potrà svolgersi nel rispetto delle disposizioni delle autorità di sicurezza e di polizia competenti, dell’ordine e del buoncostume. Nessuno limita la libertà di manifestare o di sostenere le proprie idee: il Comune ha però scelto di non associare il proprio patrocinio istituzionale a una piattaforma politica sulla quale esistono opinioni differenti. Inoltre le misure contro la pedofilia, per quello che può fare un ente locale, sono già state introdotte dal Decreto legislativo 39/2021 (la Riforma dello sport), poi recepite dal Coni con la delibera 255 del 25 luglio 2023. Le società e associazioni sportive sono già ora vincolate a predisporre tutte le misure individuate dal decreto”.