Mobilitazione

Presidio pacifico per Gaza in aeroporto: il “muro di coscienza” che parla ai viaggiatori

Volantinaggio, dialogo con i passeggeri e nessun disagio per lo scalo segratese di Linate

Presidio pacifico per Gaza in aeroporto: il “muro di coscienza” che parla ai viaggiatori

Nella mattinata di ieri, giovedì 20 agosto 2026, l’aeroporto di Linate è stato teatro di una manifestazione pacifica organizzata da gruppi di attivisti a sostegno dei palestinesi, tra cui quello meneghino In Piazza per Gaza. La giornata si inseriva nel quadro della mobilitazione nazionale del cosiddetto “Giovedì Bianco” una giornata istituita proprio per promuovere azioni coordinate tra gruppi di città diverse che condividono i medesimi obiettivi.. In questo caso l’iniziativa ha visto svolgersi analoghe azioni in diversi altri importanti scali italiani, tra cui Cagliari, Roma Fiumicino, Verona e Venezia.

Un presidio sotto il controllo delle forze dell’ordine

L’azione è scattata alle 10, quando circa trentacinque manifestanti, vestiti di nero e muniti di bandiere palestinesi, si sono radunati nello scalo di Segrate. Ad attenderli e a vigilare sul regolare svolgimento dell’evento, un contingente di pari numero tra agenti della Digos e della Polizia di Stato.
L’intesa tra manifestanti e forze dell’ordine ha permesso una gestione fluida della mattinata. Dopo un posizionamento iniziale sul marciapiede sotto il sole, il carattere strettamente pacifico del presidio ha consentito di riorganizzare la disposizione degli attivisti: il gruppo si è spostato in una zona d’ombra in prossimità degli ingressi e dei passaggi pedonali, area più strategica per intercettare i viaggiatori in transito e distribuire volantini esplicativi redatti in italiano e in inglese.

Il dialogo con i passeggeri e le reazioni

Durante le due ore e mezza di mobilitazione non si è registrato alcun tafferuglio. L’obiettivo dichiarato dai promotori è stato quello di creare un punto di contatto con i cittadini, generando diverse reazioni e momenti di confronto lungo l’arco della mattinata. Ha dichiarato il gruppo sui social raccontando la mattina:

Un muro di coscienza all’aeroporto di Linate che non disturba il traffico, non ostacola il flusso dei viaggiatori ma intercetta l’indifferenza e riesce talvolta a disinnescarla. Un muro fatto da persone pacifiche, disarmate, e da bandiere della Palestina, per denunciare la complicità con il genocidio e l’ipocrisia delle nostre istituzioni che lasciano atterrare nei nostri aeroporti aerei carichi di soldati dell’Idf in cerca di decompressione, dopo le loro overdose di crimini e di violenze.
Una signora pakistana, con tre bambini al seguito, si ferma a filmarci e il figlio più grande chiede in prestito una delle nostre bandiere per farsi una fotografia. Esattamente come accade in Duomo. Lo stesso fanno dei ragazzi di origine araba e un turista francese. Passano gruppi di studenti in partenza che ci salutano con la “V” della vittoria. Un giornalista belga, in viaggio con la compagna italiana, ci fa una bella intervista estemporanea. Un signore anziano, attestato su posizioni non favorevoli alla Palestina, si ferma comunque a parlare con noi: dopo un quarto d’ora non ha cambiato idea, però riconosce la necessità di attivarsi per provare quantomeno a lasciare un mondo migliore a figli e nipoti. Diversi tassisti ci salutano con simpatia.

Alle 12.30, come da programma, il presidio presso lo scalo di Segrate si è sciolto regolarmente, con il gruppo che ha poi dato appuntamento alla cittadinanza per la manifestazione serale in Piazza Duomo a Milano.