Protesta

Cala il numero delle corse dei mezzi Atm: la protesta dei pendolari

Dopo la pubblicazione della Carta della mobilità, i comitati di utenti hanno espresso le loro perplessità

Cala il numero delle corse dei mezzi Atm: la protesta dei pendolari

A metà agosto 2026 Atm ha   pubblicato la propria Carta della Mobilità annuale, il documento con cui ogni 365 giorni dichiara i risultati delle prestazioni raggiunti nell’anno precedente e rende noti gli obiettivi per l’anno in corso sulla base dei principali indicatori di qualità previsti dai Contratti di Servizio col Comune di Milano. Un documento particolarmente atteso dagli utenti che possono monitorare l’andamento del servizio e non solo.

I dubbi dei pendolari

Nel luglio 2025 il noto gruppo Facebook “AspettaMI, Milanesi in attesa dei bus” aveva messo a confronto le tabelle delle frequenze dei mezzi di superficie e altri dati pubblicati nella Carta della Mobilità ATM 2025 con quelli degli anni 2024 e 2023. Dalla comparazione era emerso chiaramente che la stessa ATM ammetteva  il trend di progressivo allungamento delle frequenze di passaggio di autobus, tram e filobus (e quindi anche delle attese dei cittadini utenti) e di riduzione del numero complessivo delle corse, e quindi un peggioramento del servizio di superficie.

Il maggio scorso, durante un partecipato presidio organizzato a Milano in largo Cairoli da “AspettaMI” insieme ai comitati “La 73 non si tocca”, “Gruppo Milano MPL” e Comitato Basmetto e gli autisti dei sindacati Cobas e STAS, i manifestanti hanno portato in piazza un cartellone coi dati tratti dalle Carte della Mobilità per rimarcare la crisi profonda in cui versa il trasporto di superficie Atm. Ora gli stessi comitati da settimane erano in attesa che Atm pubblicasse la Carta 2026, ansiosi di vedere se i dati ufficiali aggiornati forniti dall’Azienda Trasporti Milanese avrebbero mostrato un trend in miglioramento delle frequenze e di altri indicatori della qualità del servizio di superficie.

“Servizio che peggiora”

Sebbene negli ultimi 12 mesi i cittadini avessero continuato a lamentare e documentare con centinaia di post nel gruppo “AspettaMI” attese dei mezzi di superficie molto lunghe e salti delle corse, le promesse – reiterate dal 2024 in avanti – dell’Assessora alla Mobilità Arianna Censi e dei dirigenti Atm di un prossimo ritorno alla normalità e gli annunci di Atm sull’assunzione di 600 e passa autisti lasciavano sperare in una possibile inversione del trend – hanno fatto sapere dal gruppo di pendolari – Invece, le tabelle nella Carta della Mobilità 2026 relative alle frequenze dei mezzi di superficie presentano dati identici alle stesse tabelle nella Carta della Mobilità 2025. Le forbici di attesa sono assolutamente invariate: per intenderci, in orario invernale in fascia di punta si aspetta lo stesso autobus dai 7 ai 20 minuti, esattamente come 365 giorni prima.

Gli utenti, dunque, denunciano nessun miglioramento e anzi rincarano la dose:

Mettendo a confronto il numero delle corse dei mezzi di superficie si scopre che ATM ha registrato un’ulteriore flessione del numero di corse giornaliere: 21.239 rispetto alle 21.524 di un anno prima. In pratica, si sono perse altre 285 corse al giorno, un dato scoraggiante soprattutto se si considera che si somma al terribile dato di meno 1571 corse al giorno che era uscito dal confronto tra gli anni 2025 e 2024 – hanno proseguito – Da rilevare, inoltre, che l’orario estivo anche nel 2026 come nel 2025 è stato prolungato fino al termine della prima settimana di settembre, mentre nel 2024 si fermava a fine agosto. Di fronte al calo progressivo del servizio di superficie, di solito Atm si difende menzionando l’aumento del numero delle corse delle linee della metropolitana, essenzialmente dovuto all’apertura della M4. Ma la rete della metropolitana milanese (decisamente piccola rispetto ad altre città europee) non può essere considerata alternativa a quella dei mezzi di superficie, che restano assolutamente necessari per connettere in modo capillare e democratico tutti i quartieri e i loro abitanti, anche quelli più periferici e quelli più fragili.