Ci hanno messo meno di 24 ore i Carabinieri della Compagnia di San Donato a dare un volto all’autore della sparatoria avvenuta ieri, martedì 18 agosto, alle 2.30 a Paullo. Si tratta di un 20enne di origini marocchine, rintracciato mentre si nascondeva da un conoscente a Lonato Pozzolo (Varese).
Le indagini dopo la sparatoria
Le indagini sono scattate immediatamente dopo i soccorsi prestati a un uomo di 37 anni residente a Paullo, colpito da un colpo di pistola all’inguine. Grazie alla visione delle telecamere di sicurezza e alla testimonianza del ferito, i militari hanno seguito la targa del mezzo su cui era arrivato il 20enne, residente a Milano, ricostruendo quanto accaduto quella notte e dando un nome e un volto al fuggitivo. Che è stato poi rintracciato nel Varesotto a casa di un amico. Dovrà ora rispondere dell’accusa di tentato omicidio. Anche se, come emerso dalle indagini, il suo obiettivo non era il 37enne colpito martedì, ma il figlio di 17 anni.
Una lite ai Navigli degenerata
Infatti l’episodio di Paullo sarebbe legato a una lite avvenuta nella notte tra lunedì e martedì tra il 20enne adesso in manette e il figlio del 37enne, un ragazzo minorenne di 17 anni. I due avrebbero discusso in maniera pesante per futili motivi e la vicenda non si sarebbe chiusa tra i locali della movida milanese. Infatti il più grande dei due si è fato accompagnare sin sotto casa del rivale pretendendo un incontro. A quel punto è sceso il padre del 17enne che poi è stato raggiunto dal colpo di arma da fuoco.