E’ bastata un’interrogazione in Consiglio comunale a Pioltello per riaccendere l’ex Sisas. O meglio, per soffiare sulle braci della polemica e incendiare un botta e risposta tra Amministrazione locale e Regione Lombardia. Perché dopo il duro attacco del vicesindaco pioltellese Saimon Gaiotto contro l’assessore all’Ambiente Gianluca Comazzi, non si è fatta attendere la replica del membro della Giunta Fontana e riferimento di Forza Italia in Lombardia.
Ex Sisas, la replica dell’assessore regionale
Sono molto stupito che il vicesindaco di Pioltello mi attribuisca impropriamente l’assenza dai tavoli sull’ex Sisas – ha detto Comazzi – Prima di lanciare accuse a mezzo stampa sarebbe bastato verificare un dato elementare: il tema non rientra nelle mie deleghe e non è di competenza del mio assessorato.
Una risposta alle accuse mosse alla Giunta di centrodestra di essersi lavata le mani sul tema dell’ex Pol chimico, Sito di interesse nazionale che ormai da decenni giace “addormentato” tra Rodano e Limito.
È piuttosto preoccupante che l’Amministratore di un Comune importante, dopo anni di interlocuzioni istituzionali su un’area così rilevante, non abbia ancora individuato il corretto referente regionale – ha ironizzato l’assessore regionale – Evidentemente non ha mai approfondito seriamente l’argomento. Prima di accusare qualcuno di non partecipare ai tavoli, sarebbe opportuno almeno sapere chi è chiamato a sedervisi. Altrimenti si fa molta polemica e poca amministrazione.
Una questione in mano ai tecnici
Attualmente, infatti, la questione ex Sisas non è in mano a un assessorato specifico, ma gestita centralmente da Aria spa, la società regionale che centralizza gli acquisti pubblici. La stessa che nel giugno del 2023 ha promosso una manifestazione d’interesse all’acquisizione delle aree del Polo chimico cui hanno risposto sette operatori potenzialmente interessati alla rigenerazione del sito a fini produttivi.
Anche i Comuni di Pioltello e Rodano sono stati coinvolti e invitati a esprimere indicazioni su una futura destinazione – hanno fatto sapere da Regione attraverso una nota – Ma si sono limitati però a trasmettere gli estratti degli strumenti urbanistici vigenti.
Insomma con questo appunto, da Palazzo Lombardia sembrano “scaricare” nuovamente la patata bollente nell’orto delle Amministrazioni locali, ma non bisogna dimenticare che l’area sia interamente a capo a Regione Lombardia che per i Sin ha ricevuto dal ministero anche risorse importanti per bonifica e caratterizzazione.
Il futuro del Polo chimico: vendita e rigenerazione?
Polemiche a parte, però, all’orizzonte resta di primario interesse il futuro dell’ex Sisas. E su questo qualcosa sembra muoversi come già anticipato la scorsa settimana. Infatti, considerati gli esiti positivi della manifestazione d’interesse, con proposte di rigenerazione funzionale ai fini produttivi che sono state ritenute innovative e interessanti da parte di Regione, si è deciso di predisporre attraverso Aria spa la documentazione necessaria all’alienazione, “finalizzata alla semplificazione del percorso di rigenerazione». Un’asta pubblica di alienazione che sarà attiva dal prossimo autunno, con l’obiettivo di arrivare a una cessione del Polo chimico nei primi mesi del 2027. Sempre nella nota di Regione si specifica anche come l’ente «continuerà a contribuire finanziariamente agli interventi di risanamento ambientale necessari alla riqualificazione”.